Coronavirus, calo di turisti: “eliminiamo la tassa di sbarco”

Coronavirus: operatori turistici in allarme. Si teme un calo nell'arrivo dei cinesi e a Venezia l'assessore Caner propone di far slittare la tassa di sbarco

Coronavirus: oggi il dibattito si è spostato sul turismo e gli operatori danno i numeri. E’ stato il presidente di Assoturismo Confesecenti, Vittorio Messina. «La paura del virus rischia di costare al settore almeno 1,6 miliardi di euro e oltre 13 milioni di presenze», ha detto, a margine dell’incontro di giovedì mattina con il sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi e i rappresentanti delle imprese del settore.

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E’ seguito il dato veneto in queste ore sono stati annunciati 3 milioni di presenze turistiche in meno. Numeri subito contestati dall’assessore regionale Caner,

“Mi sembrano cifre azzardate” ha detto. “Di sicuro i 3 milioni di presenze turistiche in meno non possono essere solo cinesi dal momento che nel 2018, ma il dato è confermato anche per il 2019, i visitatori provenienti dalla Cina sono stati 1.027.000 su un totale di 70 milioni».

I dati

Ridimensionati i dati Caner però non nega di essere preoccupato, anche se si dichiara convinto che il calo sia temporaneo. “Preoccupa di più la situazione a Venezia con l’effetto disdette provocato dall’acqua alta, tanto che forse sarebbe il caso di sospendere l’entrata in vigore della tassa di sbarco prevista dal prossimo luglio”.

Più serena l’assessore al Turismo, Paola Mar, che ha confermato la flessione negli arrivi. «È vero che c’è stato un calo di presenze negli ultimi mesi – ha detto – legato non solo all’acqua alta e ai timori per il coronavirus, ma anche a una serie di fattori di incertezza internazionale. Nel periodo di Carnevale il calo non è eccessivo, invece sembra che andrà piuttosto male il mese di marzo.”

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