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Coronavirus: crollano gli affari tra gli artigiani

Parrucchieri, estetisti, ristoratori, e tutto il mondo delle fiere dell'artigianato è in rivolta. Le misure contro il Coronavirus hanno bloccato il settore

Allarme nel mondo economico, soprattutto nell’artigianato Veneto a causa del coronavirus. Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, chiede un passo indietro delle misure adottate.  I primi provvedimenti presi domenica scorsa dalle Regioni Veneto e Lombardia, a firma congiunta con il ministro Speranza.

«Pur condivisibili, hanno creato un effetto a catena imprevisto, che sta portando al blocco totale ed ingiustificato dell’economia». Così dice Bonomo, augurandosi un supporto al sistema Italia «in questa fase congiunturale, sanitaria e sociale».  Sono state prese misure drastiche per la mobilità in due regioni, Lombardia e Veneto, dove si concentra il 31,4% del pil nazionale, il 40,5% delle esportazioni, oltre un quarto (25,3%) delle presenze turistiche, un terzo (32,5%) di quelle straniere. Numeri destinati a scendere.

Psicosi coronavirus

La “psicosi” da contatto sta bloccando settori, come alimentare, acconciatura estetica ed altri che nulla avrebbero a che fare con il contagio. E gli effetti derivanti dall’annullamento di eventi e manifestazioni, non ultime quelle dell’occhiale, del mobile a Milano e della metalmeccanica a Parma, nell’ultima settimana di febbraio, tutto marzo e un pezzo di aprile. Far saltare queste date significa perdere il 20-30% delle fiere internazionali.

Daniele Rigato vice presidente della categoria bus operator, ha dichiarato in queste ore che «il settore è devastato. Servizi scolasti fermi, gite sospese, qualsiasi evento e manifestazione bloccati. I nostri mezzi sono tutti nei piazzali. A ciò si aggiunge il blocco del lavoro delle agenzie viaggi»

«Da venerdì ristoranti, gastronomie, pizze al taglio sono praticamente vuoti – ha commentato il presidente regionale alimentaristi Christian Malinverni. – Una valanga le disdette che lunedì abbiamo tutti ricevuto in poche ore. A marzo dovrebbe partire la nuova stagione primaverile che, sino all’estate, vale quasi il 75% dei nostri fatturati.
Molti abituali clienti dei centri di estetica inoltre hanno cominciato a rinunciare ai trattamenti

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