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Coronavirus, bollettino 13 marzo: impennata di contagi

Il coronavirus sta cominciando a colpire anche i giovani un'anestesista di 35 anni di Padova , contagiata probabilmente dai suoi pazienti è stata intubata. Questa è la notizia che chiude un bilancio che mostra il vero volto dell'epidemia che in un solo giorno ieri nel Veneto ha causato 10 decessi

Nelle ultime 36 ore la diffusione del coronavirus ha avuto un’impennata in tutto il Nord Est. I morti nel Veneto sono 40. Gli ultimi 10 in un solo giorno: di questi 8 ne sono stati registrati Treviso, 1 a Vittorio veneto e 1 a Bassano del Grappa. Sono salite a 1595 le persone positive al coronavirus nel Veneto. Coronavirus nel Veneto Orientale: nuovi casi in aumento

I contagi

Nella provincia di Venezia, alle 7.30 di oggi, venerdì 13 marzo, risultano 248 contagiati, 28 in più rispetto a ieri. A Padova il totale tocca quota 441, a Treviso 327. Seguono Verona con 210 infetti, Vicenza (141), Belluno (59) e Rovigo (16).

Coronavirus

Nel corso di questa impennata si vede “il volto reale” dell’epidemia, con una grande quantità di persone inizialmente sane che vengono infettate e sviluppano sintomi simili a quelli di una grave influenza. Per loro non serve la terapia intensiva. Queste persone vengono curate nelle aree “non critiche”, ma c’è comunque la possibilità che le loro condizioni diventino più gravi. Quello che non è chiaro è se anche per le persone sane potrebbe scattare la necessità di attaccarle alle macchine.

Luca Zaia riapre gli ospedali dismessi perchè agli attuali ritmi di infezione da domenica i posti di terapia intensiva saranno esauriti e a Treviso servono infermieri, perchè molti rifiutano di recarsi a sostituire chi è stremato.

Le sanzioni

Il sottosegretario all’intero Achille Variati avverte non si scherza più: è arrivato il momento di passare dalle raccomandazioni alle sanzioni. Bisogna limitare in modo drastico la mobilità. Coronavirus, in un giorno denunciate 47 persone in Provincia di Venezia

Il vero problema sono i positivi asintomatici, se continuiamo a mandarli in giro l’epidemia non la elimineremo mai». Lo ha detto il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova.

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