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Contagi in aumento ma pochi ricoveri nel Veneto

Preoccupazione per i cluster di contagi dei centri estivi. Chi ricorre alle cure ospedaliere non è vaccinato, e ha anche altre patologie

La regione Veneto oggi ha sfiorato i sessanta ricoveri da contagi covid, dodici in terapia intensiva di cui due nel veneziano: uno a Dolo e l’altro a Mestre. Si tratta comunque di un RT basso legato ai vaccini che hanno superato quota 5 milioni. L’assessore regionale Lanzarin spera che ne tenga Conto palazzo Chigi nel valutare il passaggio di fascia.

La preoccupazione

La preoccupazione non manca però, anche se nei cluster che si stanno formando nei centri estivi non ci sono sintomatologie. Chi ricorre alle cure ospedaliere non è vaccinato, e ha anche altre patologie. La fotografia è stata data in queste ultime ore dall’Assessore Regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Contagi

“Dal 6 luglio ad oggi, sono circa 12 persone che sono entrate in terapia intensiva, e tutte non vaccinate. L’andamento ci porta sicuramente ad un numero di positivi più importanti rispetto a quelli di 10 giorni fa. Non vediamo tuttavia un’incidenza così forte per quanto riguarda la parte ospedaliera, che ricordiamo la settimana scorsa aveva un’incidenza dell’1% per le terapie intensive e la stessa percentuale anche per l’area non critica.” – ha spiegato Lanzarin.

“È chiaro che vediamo che si stanno sviluppando questi cluster nei centri estivi legati soprattutto ai giovani. La fascia più colpita è 15-24 anni, ma si tratta di soggetti in cui si rileva una sintomatologia quasi assente. Nelle fasce più alte tutti i ricoverati presentano anche altre patologie.”

Nuovi parametri di valutazione

I contagi sono dati di peso per il Veneto se passassero i nuovi parametri durante la valutazione settimanale per il passaggio di fascia in zona gialla. Ossia se venissero accantonati l’indice Rt e incidenza del virus nella popolazione, e si tenesse invece conto dei posti letto occupati negli ospedali.

Secondo indiscrezioni si starebbe valutando di far passare in zona gialla le province autonome e le regioni con un tasso di occupazione delle terapie intensive superiore al 5% del totale o con un tasso di occupazione dei reparti Covid ordinari superiore al 10%. Il Veneto è fermo all’1%.

C’è inoltre un altro parametro di cui si spera si tenga conto, ovvero il numero di vaccini effettuati, che nella Regione Veneto ha superato i 5 milioni di dosi.

“Non vogliamo creare nessun tipo di allarmismo. La variante Delta sappiamo sicuramente essere più diffusiva, ma ad oggi le persone vaccinate non contraggono la malattia in forma grave ma quasi del tutto asintomatica. Sono 250 mila i posti ancora disponibili nelle Ulss del Veneto, per cui invitiamo chi ancora non ha prenotato il vaccino a farlo il prima possibile.” – ha concluso l’Assessore.

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