Confermato il carcere per Monica Busetto stamane a Venezia dopo che, una sua conoscente Susanna Milly Lazzarini si era attribuita la colpa dell’omicidio di Lida Pamio

Venticinque anni di reclusione. La sentenza della Corte d’Appello di Venezia è stata ancora più del giudici della Corte d’Assise per Monica Busetto l’ex operatrice socio-sanitaria accusata, in concorso con Susanna «Milly» Lazzarini, di aver ucciso la vicina di casa Lida Taffi Pamio.

Il verdetto è stato pronunciato stamane dopo che la cassazione aveva cancellato la sentenza di ergastolo e rinviato la decisione alla Corte d’Assise d’Appello limitatamente all’aggravante per futili motivi.

In primo grado la Busetto era stata condannata a 24 anni e sei mesi. Oggi è stata esclusa l’aggravante. La vittima, è stata colpita a coltellate e strangolata con il cavo del decoder, il 20 dicembre del 2012 nel suo appartamento in viale Vespucci a Mestre. La prova trovata dalla squadra mobile di Venezia era il Dna della donna trovato in una collanina dentro un cofanetto nella casa dell’ex operatrice sociosanitaria, monile che doveva essere appartenuto alla vittima.

Le due donne erano dirimpettaie e il movente secondo gli investigatori erano legati a dissapori tra le due. Alla Busetto, rappresentata dagli avvocati Alessandro Doglioni e Stefano Busetto, non sono state riconosciute le attenuanti generiche. La difesa annuncia un nuovo ricorso in Cassazione.

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