La Voce della Città Metropolitana

Comitato Progetto Comune: come migliorare il comune di Venezia?

I veneziani rimasti nel centro storico ci vogliono rimanere e i mestrini si sono più affezionati alla loro città E' il risultato di un sondaggio realizzato dal comitato Progetto Comune che sconfessa chi parla di una città in ginocchio.

Oggi la nostra Maria Stella Donà intervista Maria Laura Faccini, presidente del Comitato Progetto Comune riguardo ad un loro sondaggio sulle criticità del Comune di Venezia

Anche se oggi parliamo d’altro, lei era a favore della separazione tra Venezia e Mestre?

Io mi sono sempre spesa molto nella vita per la mia città, in particolar modo per Mestre poiché ci sono nata. Ho dedicato dieci anni della mia vita in un grande ente pubblico di Venezia, diciamo che il mio amore per la città d’acqua non si può mettere in discussione. Io sono nota perché nel 2018 mi sono spesa per l’autonomia amministrativa di Mestre e non ho mai cambiato idea come invece hanno fatto altre persone. Ciò non toglie, nonostante noi abbiamo perso, l’amore per il comune che è rimasto unito inoltre non ho mai avuto voglia di smettere, anzi soprattutto ora con il Comitato Progetto Comune.

Come lo stanno vivendo questo periodo, questi ultimi mesi difficili, i veneziani?

Faccio un passo indietro per spiegare chi siamo noi:

Il Comitato Progetto Comune è stato costituito nell’Aprile del 2020, siamo un gruppo di persone che non derivavano solo dal referendum dell’autonomia. Abbiamo pensato di costruire questo comitato per raccogliere le opinioni, i desideri, i sogni delle persone e delle criticità per poter poi formare un progetto per le elezioni amministrative, così abbiamo prodotto un progetto interessante che poi abbiamo regalato e messo a disposizione a tutti i candidati sindaci e consiglieri comunali, quasi tutti ce l’hanno chiesto e preso a buone mani quello che abbiamo lavorato su vari argomenti della città: il sociale, la sicurezza, l’abitabilità, le strade e così via.

Abbiamo sempre voluto rappresentare la nostra città restando sempre a contatto con i cittadini, abbiamo fatto varie cose poi ci è venuto in mente grazie alla nostra Rita Gusella Rossetti di fotografare sia la città d’acqua che di terraferma in questo lungo periodo di pandemia sotto vari profili quindi dall’8 al 28 di marzo abbiamo lanciato questo sondaggio.

Qual è la cosa che più vi ha colpito di questo sondaggio?

Quello che ci ha colpito è innanzitutto il campione di persone che hanno risposte perché sono state 1138 questionari ricevuti e già questo è un successo perché le domande erano tante, erano più di una quarantina.

Le persone pensionate erano 515 che hanno risposto su 1138, per categoria hanno risposto più donne che uomini quindi 648 donne, 471 uomini mentre una piccola minoranza non ha definito la propria appartenenza di genere. La fascia che più è rappresentata trasversalmente è dai 54 ai 66 anni seguita da quella dei 68 e 75, questo ci fa capire che il trend nel sondaggio del Comitato Progetto Comune non è molto giovane.

Quale cambiamento hanno chiesto in particolare?

Hanno risposto in maggioranza gli abitanti della terraferma, sui 706 questionari dalla terraferma la maggior parte viene dalla municipalità di Mestre-Carpenedo seguita da Chirignago-Zelarino mentre 412 di Venezia isole, questa è stata una sorpresa per noi perché i veneziani hanno risposto manifestando le criticità e soprattutto alcune cose specifiche…

Dopotutto la proporzione degli abitanti tra terraferma e Venezia è evidente, sono più attivi nelle isole

Infatti i veneziani si lamentano di più come dicevo del fatto che ci siano sempre meno residenti veneziani, che la città sia troppo a servizio del turismo quindi con pochi servizi per i residenti infatti chiedono più servizi ai residenti, più negozi di vicinato e non solo negozi di generi alimentari ma anche altri generi che comunque sono importanti come abbigliamento, calzature, articoli per i bambini perché a Venezia di questi negozi veramente sono spariti.

Il covid ha scoperchiato questo infatti le calli erano vuote anche perché la gente non andava più a fare la spesa

Infatti come ne dicevamo ce ne sono anche pochi tanto è vero che a una domanda specifica i veneziani son costretti a venire a Mestre per fare degli acquisti anche se, ovviamente, preferirebbero restare.

Questo per quanto riguarda Venezia. Mestre vorrebbe vedersi più bella?

Per quanto riguarda la municipalità più rappresentata dal sondaggio del Comitato Progetto Comune è quella di Mestre centro, ci ha fatto piacere constatare che in questa tornata la maggior parte delle persone conosce il nome del proprio presidente di municipalità e che quindi facendo una piccola parentesi siamo rimasti un po’ colpiti favorevolmente anche del fatto che quasi il 60% dei questionari, delle persone che hanno risposto, conosce il nome del proprio presidente di municipalità e questo rispetto ad anni fa è un buon indice anche perché nell’ultima campagna elettorale molta gente chiedeva un primo rapporto diretto con il sistema più prossimo.

Mestre può crearsi un’identità?

Accanto alle mancanze anche gravi, per esempio all’impoverimento del tessuto economico perché da parte di tutti, dagli imprenditori, dai commercianti, dai dipendenti alle casalinghe c’è una grandissima richiesta che si faccia qualsiasi cosa affinché il tessuto economico diventi più florido perché non lo è ma che ricominci a marciare.

Questo impoverimento ha origine dalla crisi del 2008 o è precedente?

Assolutamente precedente, ha dei problemi assolutamente precedenti al Covid che purtroppo è arrivata come una mannaia sopra le teste di tanti commercianti che in un modo o nell’altro cercavano di sopravvivere soprattutto quelli della ristorazione compresi i bar, questo periodo è stato terribile e cercano faticosamente di ricominciare ed è per questo che chiedono degli aiuti che non è solamente una questione di sostegni ma soprattutto di aiuti a lavorare, di ricominciare a lavorare.

A domanda precisa  al Comitato Progetto Comune gli imprenditori, i lavoratori dipendenti e i pensionati vogliono, come dicevo prima, più negozi, dei negozi che siano anche di carattere diverso come dicevo prima di abbigliamento, articoli per bambino, librerie…

Questo anche a Mestre nonostante l’aumento dei centri commerciali?

Sì anche a Mestre, la gente vuole restare nel centro, la gente vuole restare ne proprio nucleo. Noi abbiamo una bella piazza, delle strade circostanti che sono molto belle. L’amministrazione ha fatto degli ottimi interventi di abbellimento, però adesso questo abbellimento non è più sufficiente, adesso bisogna anche goderselo l’abbellimento.

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