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CNA, seconda pasqua chiusa: morte degli artigiani senza aiuti

Disperazione, morale a terra, e qualcosa di molto simile alla rassegnazione che senza aiuti dal governo, da soli non ce la faranno. Sono le imprese artigiane legate al turismo e al business della Pasqua che per il secondo anno vedono sfumare i guadagni

Le ricadute sulla regione Veneto saranno ingenti, lo afferma la CNA regionale che parla di una situazione drammatica che richiede interventi strutturali.

Le cifre del turismo pasquale

A distanza di un anno bar, ristoranti, agenzie di viaggio e molte altre realtà si ritrovano a vivere lo stesso scenario dello scorso anno con chiusure e limitazioni. Secondo i dati riportati dalla CNA il 2020 si era chiuso con un 61.1% degli arrivi e un 54,4% delle presenze.

Prima del Covid, tra viaggi, pernottamenti, pasti e cene, acquisti di prodotti tipici e souvenir, ingressi a pagamento per visitare mostre e luoghi d’arte, il turismo pasquale movimentava sul territorio nazionale una cifra da 2,8 a 3,2 miliardi.

Il morale dei cittadini è molto basso, soprattutto per il continuo passaggio da zona arancione, rossa, e gialla. Inoltre si aggiungono le preoccupazioni per la campagna vaccinale che pare rallentata per motivi logistico-organizzativi.

CNA, le proposte per ripartire

Le proposte delle imprese artigiane sono sgravi fiscali, incentivazione, investimenti nel settore e un fondo di 200 milioni da ripartire tra le regioni, il tutto per dare impulso al settore che ormai da più di un anno fatica a reggersi in piedi. GUARDA ANCHE: CGIA di Mestre: arrivano i sostegni a fondo perduto

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