La Voce della Città Metropolitana

Claudio Scarpa: il grido di aiuto degli albergatori

Il direttore dell'AVA, Claudio Scarpa ci parla del momento di crisi di Venezia e dei suoi albergatori che hanno bisogno di aiuto

Nell’intervista di oggi parliamo di Venezia e dei suoi albergatori con Claudio Scarpa, direttore dell’AVA, l’Associazione Veneziana Albergatori. Nonostante il grido d’aiuto che è stato portato all’attenzione qualche settimana fa, non c’è stato nessun cambiamento nel panorama economico dell’isola veneziana.

Le parole di Claudio Scarpa su Venezia

“Purtroppo siamo in una situazione di difficoltà anche noi, come i nostri albergatori. E’ evidente però che, proprio in questo momento, cerchiamo di essere di massimo aiuto alle imprese.” queste sono le parole del direttore Claudio Scarpa. Cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e politica si cerca di far comprendere come, non solo Venezia, ma anche le altre grandi città d’arte italiane, come Firenze e Roma, hanno bisogno di aiuto.

La drammatica situazione che vede una drastica riduzione dei turisti nel territorio veneziano ha avuto inizio da Novembre 2019, in seguito alla straordinaria acqua alta verificatesi. In molti, dopo questi lunghi mesi di sofferenza sono anche arrivati al punto di dover vendere. Nonostante tutte le operazioni abbiano portato a fondi di imprenditori, che sono garanzia di denaro e ricchezza, “il rischio che qualche malavitoso ne possa approfittare è evidente.” Spiega il direttore dell’AVA. Con la scarsa presenza di aiuti e una riduzione del fatturato dell’85% la situazione si presenta sempre più drammatica.

Tre città d’arte

Con la speranza che con il nuovo Governo la situazione possa volgere al meglio, Claudio Scarpa spiega come sono proprio queste 3 città d’arte che hanno la necessità di speciali ristori. Diversamente dalle metropolitane, le città d’arte vivono di turismo internazionale ed è questo il caso di Venezia.

Lo scorso weekend fortunatamente con quella libertà in più concessa, molti cittadini della zona si sono spostati per le calli. Sicuramente tutti dopo un anno di lockdown hanno la voglia di vedere una città così bella come Venezia. Sebbene questo sia stato un movimento a favore di bar e ristoranti, la cosa non ha portato alcun vantaggio agli albergatori.

La chiusura pasquale porta un grido disperato

“Noi speravamo che con la Pasqua il mercato si riprendesse il mercato, perlomeno quello italiano con l’apertura delle frontiere tra regioni. Pasqua sicuramente aveva in sé il concetto di vacanza, durante la quale le famiglie italiane potevano passare per Venezia.” Continua il direttore dell’AVA. Da più di un anno i lavoratori sono a casa con il 50% del loro stipendio, in cassa integrazione la quale è costata tantissimo allo Stato.

I ristori poi, secondo il direttor Scarpa dovrebbero essere forniti a coloro che hanno avuto più perdite, come la città veneziana che vive di Turismo. Il rischio più grande alla fine è quello di uccidere, non un settore ma un’intera città. “Sicuramente aspetteremo che la vaccinazione vada avanti in modo da essere tutti più sicuri ma l’isola di Venezia avrà bisogno di aiuto.”

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