Un fino matrimonio nella chiesa dell’Ospedaletto non sconsacrata in buona fede. Il ricavato sarebbe dovuto andare in beneficenza. Il Patriarca indignato

E questa l’immagine che ha fatto saltare sulla sedia il patriarca Francesco Moraglia. Per poi riesumare con una parola quasi dimenticata come profanazione quello che ha definito un inaccettabile uso deliberatamente commerciale» della chiesa.

Un finto prete Fabio Moresco, vestito con un costume teatrale di scena sul quale non erano visibili simboli dell’abito talare. E’ lui che celebra un finto matrimonio in una chiesa vera, ossia non sconsacrata.

La polemica si è esaurita in un fine settimana. Ora tutto sta rientrando con le scuse degli organizzatori della manifestazione “Sposarsi a Venezia…con noi” – Wladimiro Speranzoni e Daniela Mola – e la Fondazione Venezia Servizi alla Persona,e dello stesso Ire che gestisce la chiesa dell’Ospedaletto. Luigi Polesel, presidente dell’Istituto Ricovero ed Educazione, proprietario della chiesa, ha annunciato un ‘indagine interna.

Perché ha detto abbiamo la sensazione che sia mancato qualche passaggio «e comprendiamo la reazione del Patriarcato, siamo i primi a esserne dispiaciuti.

La buona fede degli organizzatori era comunque palpabile. L’evento promuoveva un pull di aziende che vive sul business dei matrimoni a Venezia dando lavoro a molti veneziani consentiva la riapertura al pubblico di un complesso chiuso da anni e straordinario in Barbaria delle Tole.

Serviva a devolvere in beneficenza 3000 euro alla Fondazione Città della Speranza e Fondazione Lene Thun per sostenere le loro attività in favore dei bambini. Anche le indossatrici degli abiti da sposa erano armate delle migliori intenzioni tra cui la presidente del consiglio comunale Ermelinda Damiano e le due Marie Erika Chia e Micol Rossi e l’ex velocista italiana Manuela Levorato.

La madre di Micol ha dichiarato oggi al gazzettino che è stato devastante vedere associato il nome della figlia alla parola profanazione. Non tutto il male viene per nuocere però. Si è tornati a parlare di questo splendido complesso che sarà riaperto al pubblico in maggio e diventerà un padiglione della Biennale e venezia riuscirà a togliere il velo ad un altra meraviglia nascosta

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