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Chiesa del Redentore sfregiata: condanna unanime

Non c'è limite a quello che possono fare i vandali a Venezia soprattutto approfittando delle ore notturne quando c'è poco controllo sociale. L'ultimo sfregio ha nel mirino la Chiesa del Redentore, uno dei luoghi più forti dal punto di vista identitario della città

Venezia si è svegliata stamane di fronte all’ennesimo sfregio. E questa volta non si tratta di un tuffo da un ponte, o di sola maleducazione, ma dell’imbrattamento della facciata della Chiesa del Redentore. L’autore con un simile gesto ha offeso la città, i sentimenti religiosi, e quelli artistici e culturali.

Lo sfregio alla Chiesa del Redentore

E’ stata colorata di rosso la base di una delle due statue che fiancheggiano il portone della Chiesa. Non una qualsiasi, ma quella che i veneziani hanno eretto per rispettare un voto. Quest’ultimo, è stato fatto per fermare la peste che stava decimando la popolazione nel 1577. E dopo V secoli, è arrivato il gestaccio. Su una chiesa progettata dal Palladio, che custodisce opere d’arte dal valore inestimabile. Tra queste ci sono quelle di Tintoretto, e di Paolo Veronese, tra gli altri.

Luca Zaia è stato tranchant con i vandali. Qualunque sia il movente di un simile gesto, ha detto, si tratta di una vera dimostrazione di ignoranza. Ignoranza del valore artistico della chiesa del Redentore, edificio palladiano, e dell’importanza identitaria che ha per Venezia e il Veneto. La festa che la vede da secoli protagonista a luglio, è uno degli appuntamenti più importanti della nostra terra.

Ora la polizia sta indagando anche sul significato di quella che sembrerebbe essere una formula scritta su uno sfondo rosso. Le foto sono state realizzata dal Gruppo 25 aprile, che da sempre si batte per il rispetto della città.

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