La Voce della Città Metropolitana

CGIA e il DPCM di Natale: tredicesime più leggere

Intervista ad Andrea Vavolo della Cgia sugli effetti del nuovo Dpcm sull'economia del periodo festivo

Le tredicesime saranno più leggere per effetto di numerosi mesi di cassa integrazione, mentre i risparmi aumentano nei conti correnti perchè cresce la paura di spendere. Andrea Vavolo della Cgia di Mestre spiega il paradosso lamentando uno scarso coinvolgimento del governo e delle parti sociali per fronteggiare l’emergenza Covid.

Cgia sul Dpcm di Natale

Andrea Vavolo della Cgia di Mestre, commenta l’impatto economico delle nuove misure anti-Covid nel periodo festivo.

“Conosciamo tutti le nuove misure, giustificate dal punto di vista sanitario, ma con un impatto economico negativo” afferma Vavolo. “Non tanto se confrontate con le precedenti, visto che adesso i negozi saranno aperti fino alle 21, ma per le norme che impongono il coprifuoco più forte proprio durante le festività che vietano addirittura lo spostamento tra i comuni; un conto è un comune come Milano, un conto è Venezia, una situazione compromessa, sopratutto se tieni conto dei cenoni che non si possono fare. Questa sarà una conseguenza indiretta sull’economia, perchè ci saranno meno acquisti in tutta una serie di settori, da parrucchieri a fiorai, relativi a queste occasioni”.

“Da sempre il piccolo commercio guarda a queste occasioni come opportunità per rilanciarsi, eliminare queste significa eliminare la possibilità di un recupero economico” commenta Vavolo. “Questo settore sta già soffrendo, le stesse tredicesime quest’anno sono magre con un’enorme capitale in cassa integrazione, 3 miliardi di contrazione per essere precisi, solo nella nostra regione”.

La situazione delle imprese

“Questo è sintomo di una mancanza non solo di spese, ma di incentivi a spendere, brutto segno per l’economia, segno di sfiducia e di dubbio; quello che serve sono politiche di sviluppo non di sostegno, se si vuole uscire da questa situazione bisogna incentivare lo sviluppo, dare certezze, il resto poi viene da sè” sostiene Valvolo. “Prima della crisi avevamo 150 miliardi in cantieri fermi, adesso quello che conta è come spenderli in maniera chiara”.

“Alcune istanze di comunicazione efficace tra sociale e governo stanno avvenendo solo adesso, come l’apertura dei negozi fino alle 21 per scaglionare le persone; certo siamo in una emergenza senza eguali e per spezzare una lancia in favore del governo hanno fornito supporto alle imprese per oltre 26 miliardi. Saranno state coperte solo il 25% delle perdite, ma bisogna dare atto della situazione”.

“Fino a questo momento le imprese non sono crollate, diverso il discorso qui nel nostro territorio dove si vede un incremento delle cessazioni; sembra che fino ad ora abbiano resistito, ora vediamo i primi segnali di cedimento…bisogna avere una linea chiara per sapere cosa fare con la prossima linea di bilancio, sapere dove stiamo andando, serve una maggior chiarezza nel piano investimenti” ammonisce Vavolo.

“L’unica speranza che abbiamo come economia turistica è che questa situazione passi presto, più si dilunga più siamo a rischio”.

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