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Cencia Scarpariola: l’ultima custode del punto “buranese”

Cencia Scarpariola, l’ultima custode del punto “buranese”: la veneziana che a colpi di ago e filo, ha ridato la vita ad una delle tradizioni più importanti di Venezia. 

Cencia Scarpariola, l’ultima custode del punto “buranese”, è stata la veneziana che ha tratto in salvo l’arte del ricamo. Aveva più di settant’anni ed era quasi completamente cieca quando nell’inverno del 1872 svelò i segreti di un mestiere che rischiava di essere dimenticato per sempre.

Cencia Scarpariola e la contessa Andriana Marcello

La storia di Vincenza Memo, per tutti Cencia Scarpariola, inizia con l’arrivo della contessa Andriana Marcello sull’isola di Burano. Faceva freddo, era inverno, le calli erano deserte e le case si potevano distinguere solo grazie ai loro vivaci colori. La contessa, che non era solita visitare l’isola, decise di bussare alla porta dell’ultima custode del punto buranese, la cui particolarità è quella di creare un intreccio di fili sottile, simile alla rete usata dai pescatori dell’isola. Andriana parlò con Cencia e uscì da casa sua con una promessa: l’ultima merlettaia veneziana avrebbe salvato l’arte del ricamo tramandandola a chiunque avesse voluto impararla.

Cencia custodiva tra le mani una storia fatta di ago e filo, da cui nascevano delle vere e proprie opere d’arte. Questo grazie all’eredità delle maestre del ricamo che erano venute prima di lei e che con minuzia, pazienza e precisione, avevano affinato la tecnica del merletto. Avevano, infatti, creato il punto cappa, il punto rosa, il punto ago, ma soprattutto, il punto Burano e il punto Venezia.

Passione e pazienza

I primi segreti Cencia li svelò ad Anna Bellorio d’Este, una maestra elementare, che poi fece lo stesso con le figlie e con altre allieve. Appassionata e dedita nel raccontare quello che per lei era stato più di un mestiere, Cencia insegnò la tecnica, la storia e il più importante tra i segreti del ricamo: per produrre un’opera d’arte di qualità era necessario avere passione e, soprattutto, pazienza.

La Scuola del Merletto

Nell’isola si sparse presto la voce che Cencia Scarpariola stava insegnando l’arte del merletto e così, giorno dopo giorno, le ragazze che si presentavano alla sua porta per diventare delle nuove allieve erano sempre di più. La contessa e Cencia decisero quindi di istituire un luogo in cui le giovani ragazze potessero imparare il mestiere di merlettaie: la Scuola del Merletto. Con ago, filo, un “cuscinello” e un seggiolino di legno per appoggiare i piedi, la tradizione del merletto cominciò a rifiorire tra le mura della scuola, che a metà Ottocento contava già più di cento allieve.

Il duro lavoro di artigiane si alternava alle chiacchiere di ragazze adolescenti che con la loro giovane età e le loro idee innovarono la tradizione del merletto inventando nuovi punti e nuove tecniche per ricamare, creando opere d’arte uniche che conquistarono le corti di tutta Europa e restituirono all’isola di Burano tutto il suo prestigio.

Oggi il nome di Cencia Scarpariola lo si può scorgere in una piccola calle, tra le case variopinte di Burano. Nessuno sa se questa sia stata davvero la calle in cui l’ultima merlettaia passò la sua vita, ma passeggiandoci ci si può immaginare come, a colpi di ago e filo, abbia ridato la vita ad una delle tradizioni più importanti di Venezia.

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