Catherine Spaak ci racconta Il segreto di Hanna, un punto di vista inesplorato e qualche storia della sua famiglia

Lo spettacolo

Forse non lo sapevate ma la famosa Catherine Spaak vive gran parte dell’anno nel Lido di Venezia a causa del lavoro di suo marito, pilota di porto. L’attrice oggi è venuta a farci visita per parlarci del suo nuovo spettacolo al Goldoni di Venezia.

Si tratta di uno spettacolo di beneficenza, organizzato per raccogliere fondi in favore del reparto di pediatria dell’Ospedale  di Venezia. Il segreto di Hanna sarà in teatro il 29 gennaio e il biglietto costa 20 euro. L’intera cifra raccolta servirà all’acquisto di un ecografo e di alcune sonde.

Catherine è stata coinvolta in questo progetto grazie alla conoscenza di un collega del marito fondatore di una ONLUS che da tempo raccoglie fondi per questa causa.

Lo spettacolo è legato al tema della memoria per non dimenticare la storia degli ebrei. Verranno usati alcuni filmati dell’epoca, le musiche di Ennio Morricone e si leggeranno delle lettere; non si assumerà però il punto di vista delle vittime bensì quello di una kapò, una delle donne che si occupavano dello smistamento nei campi di concentramento.

La storia

Si tratta di una donna realmente vissuta che ha lavorato molto nel campo di Auschwitz e ne è stata la fondatrice insieme ad un altro comandante. Ha lasciato una raccolta di lettere che ha definito diario segreto nella speranza che un giorno la figlia le leggesse.

Nello spettacolo la figlia, interpretata proprio dalla Spaak, leggerà le lettere e scoprirà che la madre che pensava di conoscere ha in realtà un altro nome ed un’altra personalità; troverà una donna feroce e cinica. Questa kapò riuscì perfino a salvarsi dall’arrivo dei Russi tagliandosi i capelli, provocandosi ferite e mischiandosi tra le vittime.

Difendere molta di questa gente è difficile, anche se bisogna considerare il contesto storico e capire che molti tedeschi non avevano idea di quello che stesse accadendo. Indifendibili, invece, i creatori stessi dei campi, consapevoli dell’uso che ne sarebbe stato fatto.

All’inizio dovevano essere usati per imprigionare gli ebrei, considerati i responsabili della crisi economica tedesca. La cosa poi sfuggì sempre più di mano. Divennero degli inferni a cielo aperto dove si compivano esperimenti umani, torture ed altre atrocità.

Catherine e la sua famiglia

Catherine Spaak spiega come il progetto le stia particolarmente a cuore a causa di una storia familiare. Sua zia, insieme ad alcuni amici, fondò una rete di aiuto, La Tenda Rossa, per salvare bambini ebrei che scappavano dal Belgio. E’ poi morta fucilata perché si rifiutò di rivelare i nomi dei suoi collaboratori, tra cui vi erano il padre e la madre di Catherine.

La famiglia della Spaak ha dato molto alla Francia, sia dal punto di vista politico che artistico, con un forte senso della libertà e della giustizia. Catherine non voleva all’inizio della sua vita seguire il sentiero del padre, voleva diventare una ballerina classica. Fare l’attrice è stato un caso.

Catherine Spaak ci rivela che ha un film in uscita tra poco su cui non ha voluto dare maggiori dettagli.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here