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Case popolari sfitte: al via la battaglia per riempirle

A Venezia si apre un altro fronte quello delle case Ater sfitte: sono centinaia che potrebbero essere ristrutturate e date a veneziani in difficoltà per contrastare la vocazione quasi esclusivamente alberghiera della città. I sindacati annunciano una mobilitazione

I consumi si contraggono, le famiglie sono ancora in difficoltà e la richiesta di case popolari aumenta. Eppure, nel Veneto, esistono 4000 alloggi sfitti che potrebbero essere assegnati. Questi sono i numeri con cui i sindacati degli inquilini si stanno attrezzando per dare battaglia, annunciando in questi giorni di essere pronti alla mobilitazione contro la Regione Veneto.

Case popolari: il focus su Venezia

La questione si trascina da anni per la mancanza di fondi di ristrutturazione, ma ora i numeri cominciano ad essere importanti. In più, l’immissione di 4000 case nell’offerta residenziale potrebbe cambiare radicalmente la vita di una fascia sociale e anche di una città. Il focus è in particolare su Venezia, dove si concentrano molti degli alloggi da recuperare e che in questo momento sono vuoti. “In un periodo in cui la città si sta trasformando in un albergo diffuso -dicono i sindacati -Serve un piano di investimenti edilizi pubblici, e un recupero di quelli inagibili, in grado di soddisfare la pesante domanda di alloggi”.

Anziani, disabili e persone non autosufficienti

Bisogna inoltre ridefinire i canoni di locazione per tutelare i nuclei familiari con anziani, disabili e persone non autosufficienti. Tutto questo per far sì che non vengano sradicati dal loro contesto di vita sociale e territoriale. Il sindacato è reduce comunque da una vittoria. È, infatti, riuscito a far innalzare il reddito Isee utile per mantenere un alloggio, allontanando, tra gli anziani assistiti, la paura di perdere la casa popolare.

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