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Casa di Anna: nonni e bambini nell’orto giardino

Una bellissima storia. Quando affetto e amicizia tra generazioni diverse nascono intorno all'aiuola di un giardino. Accade nella Fattoria Sociale Casa di Anna a Zelarino

Bambini, anziani e disabili insieme intorno ad un orto per prendersi cura non soltanto delle piante, ma anche gli uni degli altri. Un’esperienza possibile presso la Fattoria Sociale Casa di Anna a Zelarino, promotrice di inclusione fra diverse realtà del territorio. In questo caso grazie anche al progetto finanziato dalla Regione Veneto “Orto Giardino di Anna. Un ponte fra generazioni” al quale hanno partecipato duecento bambini, un centinaio di anziani e una decina di persone con disabilità. La speranza è che l’orto possa continuare a crescere per tanti anni ancora.

Casa di Anna, le parole di Anna Pietropolli

Le parole di Anna Pietropolli dalla Casa di Anna: “Qui alla Casa di Anna siamo molto soddisfatti, perché lo scopo del progetto era proprio questo: portare alla Fattoria Sociale uno spazio contenitivo strutturato per accogliere ambiti diversi, contesti diversi, età diverse in uno spazio naturale che interagissero tra loro e questo era l’obiettivo del progetto, la finalità.

Ancora maggiore soddisfazione dall’evolversi che questo ha creato. Proprio come un seme piantato che germoglia e produce frutti nuovi. Quindi le relazioni che continuano anche al di fuori della progettualità specifica e lo sviluppo all’interno delle strutture singole di nuove progettualità. E non potevamo chiedere di più onestamente.”

Le parole di Chiara Favaro

Le parole di Chiara Favaro, Insegnante Scuola Primaria Filzi: “Questo progetto che ha coinvolto alcune classi della Scuola Filzi ci ha insegnato quanto è importante la relazione, perché le conoscenze possano fissarsi, possano farsi corpo. Relazioni tra bambini e nonni, ma anche i bambini tra loro. Abbiamo imparato quanto è importante l’attenzione al contesto, a ciò che ci succede intorno, quanto è importante l’ascolto delle necessità degli altri per riuscire a fare un percorso insieme.

La terza necessità è quella di lavorare concretamente e quindi di proporre ai bambini dei lavori belli e quindi anche impegnativi, concreti, con elementi vivi. La quarta necessità nel nostro lavoro è quella di arrivare ad avere un oggetto, che possa diventare memoria, che possa aiutare i bambini a fare memoria di tutto quello che hanno imparato e vissuto insieme”.

Il commento di Antonella Furlan, IPAB Mariutto

“I bambini hanno avuto la capacità di accogliere gli anziani e a loro volta gli anziani di accogliere i bambini. Questa è relazione, questa per noi è la bellezza terapeutica. Il centro servizi Luigi Mariutto con Casa di Anna è riuscito a dare lo slancio a nuove attività educative che, grazie a generose offerte, hanno permesso la realizzazione di un orto-giardino rialzato con vasche rialzate e l’acquisto di una cucina terapeutica a disposizione di tutti i residenti e degli ospiti del centro servizi”.

Le parole di Enrica Visman, Insegnante Scuola Infanzia San Giovanni Bosco

“Il progetto Orto Giardino Ponte di Una Generazione ha permesso a tutti noi di fare una riflessione sul quella che è la relazione, una relazione che cura. I bambini si sono presi cura dei ‘nonni’, così li hanno chiamati, facendo attenzione ai loro bisogni, facendo attenzione a non inciampare, accompagnarli per andare a sedere. I nonni si sono presi cura dei bambini nell’aiutarli a fare dei nodi, aiutarli a tagliare, riconoscere le piante. La relazione buona è un toccasana per l’anima, va a toccare le corde più profonde di ognuno di noi e rimane indelebile nel ricordo sia degli anziani che dei bambini”

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