Caro bollette: Jesolo chiude, Venezia rimane aperta

Gli amministratori dei condomini hanno lanciato un allarme: le bollette saranno più care del 300% e intanto a Venezia gli albergatori si dividono sulla strategia da adottare. Lungo la costa chiudono la stagione balneare in anticipo, nelle città d'arte che sono in alta stagione, non si arrendono

Il caro bollette spaventa. L’Europa continua a rimanere spaccata sul tetto del prezzo del gas e le aziende italiane e venete sono sempre più disperate.

Caro bollette: le misure Ue arriveranno troppo tardi

Le tre misure annunciate dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, saranno applicate nei prossimi tre mesi, un tempo lunghissimo che potrebbe far fallire centinaia di aziende impossibilitate a ottenere gli effetti benefici delle tre misure: ossia limite al consumo dell’energia delle famiglie, limite di 180 euro al MWh, il costo dell’energia rinnovabile, e il prelievo sugli extra profitti, che saranno redistribuiti tra famiglie e imprese, si prevede si aggiri sui 25 miliardi di euro.

Jesolo si ferma

Lungo la costa Veneta si corre ai ripari fermando la stagione balneare alla di settembre, ma gli stagionali dovranno rinunciare a uno o due stipendi.

“E’ un problema grave- spiega Angelo Faloppa, presidente Confcommercio di San Donà di Piave- perchè abbiamo cercato di allungare la stagione perchè è l’unico sistema per fidelizzare il personale e per dare gratificazione alle famiglie. Per noi era un obbiettivo molto importante, adesso ce l’hanno spento completamente”.

Caro bollette: le parole di Ernesto Pacin, presidente Aepe Venezia

Per Venezia lo scenario cambia. L’autunno è sempre stato alta stagione e dunque è impensabile per le categorie chiudere, anche perchè i guadagni dell’estate sono serviti per colmare le perdite della pandemia e non molto di più.

“Noi abbiamo cominciato a lavorare, però è un inizio che è servito a un buon lavoro che c’è stato e che continua ad esserci, ma serve siolo per pagare i debiti che abbiamo fatto negli ultimi due anni. Adesso con questo decuplicamento delle bolette energetiche gas, elettricità e quant’altro non siamo più in grado di andare avanti. Noi abbiamo bisogno di un intervento, di uno scostamento di bilancio che deve essere forte, consistente e non un’elemosina. Qui si tratta di salvare le aziende che in questo momento sono in pericolo. Sono in pericolo non le aziende che sono fate sì da imprenditori, ma anche dalla forza lavoro, è tutto un insieme” queste le parole di Ernesto Pacin, presidente Aepe Venezia.

Continua poi a parlare della città lagunare: “Noi speriamo che possa avere un buon mese di settembre e proseguire in forza della bellezza della città e dei visitatori”.

Le parole di Sebastiano Costalonga, assessore alle attività produttive e al commercio Comune di Venezia

Non solo bar e ristoranti, ma tutte le attività produttive, le fornaci in primis, non possono fermarsi.

“Le attività sono in difficoltà perchè le bollette sono passate da 1500 euro su un bar a 4000, sono differenze grosse e va a finire che l’affitto costa meno delle bollette, una cosa assurda. Quello che dico è che sicuramente chi pensa che dei Parlamentari che ieri hanno fatto quel lavoro di 17 miliardi, molto probabilmente non hanno capito niente. Serve minimo il doppio: i 30 miliardi che vengono continuamente richiesti anche dalla mia parte politica devono arrivare assolutamente. Servono per aiutare a far sì che domani non ci siano danni che sono ben superiori ai 30 miliardi. Come Murano che è disperata, a chiusura di tutte le fabbriche, lì bisogna intervenire in maniera molto forte. Oltretutto la ripartizione di questi soldi non può essere fatta in maniera piatta, uguale per tutti. Ci sono attività produttive che vivono, è come se fosse una materia prima il gas. Quindi intervenire soprattutto su quelle che sono le aziende dove, se manca questo aiuto, si chiude”.

Le parole del vicesindaco e assessore al Turismo Simone Venturini

Non ha dubbi il vicesindaco e assessore al Turismo: serve un piano nazionale di sostegno alle imprese. Non ci si può fermare, ci sono altri eventi in programma a Venezia e la città ha fatto da apripista anche durante la pandemia.

” La città è ancora ricca di iniziative, ricca di turisti anche di grande qualità. Quest’anno per Venezia e per il turismo la stagione è stata veramente significativa. E’ sbagliato anche parlare di stagione, parliamo di un intero anno che è partito in anticipo anche grazie alla Biennale anticipata e alcune iniziative legate al Carnevale e continuerà anche grazie ad alcune iniziative per l’autunno e per l’inverno. Credo che sia veramente un segnale importante, una garanzia, una certezza a maggior ragione in un momento di grande difficoltà. Senza questa ripartenza turistica oggi ancor di più le nostre imprese sarebbero in ginocchio davanti all’aumento dei costi.

Quindi fortunatamente abbiamo lavorato per tempo per aprire prima di tutte le altri grandi città già dalla scorsa estate e per, in qualche modo, sostenere questa ripartenza. E’ evidente che l’inverno porta molte incognite, porta incognite a livello internazionale circa l’andamento della guerra, porta incognite legate anche al tema energetico, soprattutto. Infatti ribadiamo l’importanza di un piano nazionale per sostenere le imprese”.

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