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Carnevale di Venezia: la storia e la nascita dell’antica Festa delle Marie

Ritorna il Carnevale di Venezia ricordando il rapimento delle dodici novizze veneziane che racconta la nascita della celebrazione della Festa delle Marie

Ritorna il Carnevale di Venezia ricordando il rapimento delle dodici novizze veneziane che racconta la nascita della celebrazione della Festa delle Marie. LEGGI ANCHE: Festa delle Marie 2022: scopri come partecipare

L’origine del Carnevale di Venezia

Era il 1094 quando per la prima volta il suo nome appariva tra le righe di un documento scritto dal Doge Vitale Falier. Due secoli più tardi un editto della Serenissima lo proclamerà festa pubblica ufficiale, facendolo coincidere con il giorno precedente l’inizio della Quaresima. Nascerà così, nel 1296, la festa più sfarzosa e divertente della città: il Carnevale di Venezia. Tra maschere e costumi, oggi la città si prepara ad accogliere, nell’anno delle celebrazioni per i 1600 anni dalla sua fondazione, i festeggiamenti per onorare la ricorrenza che ha reso Venezia famosa in tutto il mondo.

Il periodo del Carnevale di Venezia era dedicato al divertimento e ai festeggiamenti prima dell’inizio del periodo di digiuno ecclesiastico in vista della Pasqua. Veneziani e forestieri si riversavano nelle calli della città per dare vita a feste con musiche e balli sfrenati. Davano sfogo a tensioni e malumori nascosti dietro a sfarzosi travestimenti. Attorno al Carnevale, leggende ed avvenimenti storici si sono intrecciati nei secoli. Hanno trovato in questo periodo dell’anno il contesto perfetto in cui prendere vita. Tra questi, una ricorrenza si è tramandata nei secoli. E’ arrivata a noi fino a rappresentare il cuore dei festeggiamenti del Carnevale veneziano: la Festa delle Marie.

Cos’è la festa delle Marie

È la storia di un rapimento e di un riscatto, una celebrazione antica, che risale già all’epoca medioevale. Il 2 di febbraio si onorava il rito religioso dedicato alla purificazione della Vergine. Qui, grazie alla natura intrinseca della città, i percorsi rituali delle processioni religiose potevano solcare i canali lagunari. Permettevano così alle tipiche barche veneziane, le “scaule”, di sfiorare gli specchi d’acqua della città. Ripercorrevano la sua lisca da testa a coda. Dietro alla tradizione religiosa una vicenda, ormai divenuta storia. Questa fatta di pirati e fanciulle, si anima tra calli e campielli sullo sfondo di una Venezia già in festa.

La leggenda

La tradizione popolare racconta di un rapimento, avvenuto nel 973 durante gli annuali festeggiamenti dedicati alla Vergine Maria. Dodici fanciulle veneziane in procinto di maritarsi vennero rapite con le loro doti davanti alla chiesa di San Pietro di Castello.

Siamo ai tempi del Doge Pietro Candiano III e un gruppo di pirati dalmati irrompe nella chiesa, addobbata e illuminata in occasione delle imminenti nozze. Le giovani fanciulle vengono rapite e derubate delle loro gioie, gelosamente custodite in cassette di legno colorate e appositamente costruite per l’occasione, le “arcelle”. Un inseguimento è prontamente organizzato dal Doge. Questo prende il ruolo di capo spedizione. I veneziani raggiungono velocemente i rapitori nei pressi di Caorle. Librano le giovani e riscattando le doti. Il loro rientro a Venezia è colmo di orgoglio. Il Doge e i liberatori sono accolti dal popolo con grandi festeggiamenti ed entusiasmo: è nata la Festa delle Marie.

Da allora si festeggia la ricorrenza, a ricordo perenne dell’avvenimento. Il tutto attraverso modalità e riti che si sono succeduti, cambiando nel corso del tempo. Per decenni si celebrò con una lunga processione attraverso la città. Poi è diventata una festa della durata di otto giorni, fatta di regate e intrattenimenti organizzati dalla Serenissima. Tutto finché, dalla metà del XIV secolo, cadde in disuso.

La rivisitazione della festività

Grazie al noto regista ed operatore culturale Bruno Tosi, la celebrazione è stata riportata in auge e trasformata nell’evento cardine del carnevale veneziano. Oltre ad essere un’occasione unica per ammirare i costumi della tradizione. Nella riproposizione moderna, la festa viene inaugurata da uno scenografico corteo composto da dodici ragazze. Oltre trecento figuranti in maschera che, per rievocare il rapimento e la liberazione delle giovani spose, sfilano da San Pietro di Castello fino a Piazza San Marco.

Al termine del corteo, tra le giovani una vincitrice viene proclamata: vestita di un magnifico costume realizzato per l’occasione, diventa la protagonista del famoso “Volo dell’Angelo”.

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