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Caribe Bay: difficoltà di personale alla vigilia della riapertura

1 luglio riparte Caribe Bay, ma mancano ancora alcune figure professionali. Pareschi: "fatichiamo a trovare personale"

“Dopo un anno di chiusura ma, soprattutto, in un momento di difficoltà generale come quello che tutta l’economia sta vivendo, con inevitabili ripercussioni nel mondo del lavoro, non mi sarei mai aspettato di trovarmi in queste difficoltà nel reperire personale”. Luciano Pareschi, titolare di Caribe Bay, il Parco acquatico a tema prossimo alla riapertura (fissata per l’1 luglio) a Jesolo (Ve), dopo un anno di stop forzato, a causa della pandemia, non riesce a capacitarsi.

Caribe Bay

Il Parco premiato ben dodici volte come il migliore in Italia ai Parksmania Awards ed inserito (nell’ultima edizione del 2019) dalla IAAPA, l’unica organizzazione mondiale dei Parchi, tra i migliori Parchi a tema acquatico al mondo, sta avendo difficoltà a reperire personale.

Ricerca di personale

“La stagione per noi è ormai alle porte dopo un anno di attesa – dice ancora Pareschi – eppure non riusciamo a completare l’organico”. La richiesta è trasversale, anche se mancano figure legate soprattutto alla ristorazione, per un totale di una cinquantina di lavoratori mancanti.

Da ricordare che il Parco dà mediamente lavoro a circa 220 persone, con necessità di assumerne un maggior numero in questa stagione per fare fronte alle nuove necessità di regolamentazione e controllo della sicurezza, risultando l’azienda più grande della città, come numero di dipendenti.

“Qualche avvisaglia l’avevamo avuta anche nel 2019 – continua il gestore di Caribe Bay – ma non immaginavamo di trovarci con la stessa problematica anche quest’anno. Le cause? Stiamo cercando di capire qual è stato il fattore scatenante di una situazione che, secondo quanto riferisce IAAPA, riguarda molti parchi nel mondo. Ma è lecito chiedersi dove sono tutti questi ragazzi che cercano lavoro, per il quale è chiaro che ci vuole disponibilità, sacrificio, voglia di imparare. Se si preferisce non lavorare e ad un’opportunità importante, di prestigio e che permette di vivere un’esperienza formativa di rilievo, come può essere una realtà come la nostra, allora c’è da preoccuparsi.”

Il problema a Jesolo

Nei giorni scorsi anche altre associazioni di categoria, nella stessa Jesolo, avevano lamentato la carenza di personale.

“Il nostro impegno per garantire il massimo dei servizi non mancherà mai – conclude Pareschi – ma di certo questa situazione non ci aiuta”.

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