La Voce della Città Metropolitana

Caorle, la stagione estiva 2020 raccontata dal sindaco

Continua il nostro viaggio sulla costa con il sindaco di Caorle Luciano Striuli: parliamo degli alberghi che stanno soffrendo di più, di nuovi filoni turistici e di infiltrazioni mafiose e dei timori di un autunno caldo ma anche delle speranze che tutto vada davvero bene

Caorle si discosta dalle altre località balneari prettamente collegate al turismo da spiaggia. La città,forse la più antica del litorale, ha profonde radici storiche che si collegano poi alla specificità dell’offerta turistica che Caorle vanta. Il sindaco Luciano Striduli aggiunge che la città si differenzia dalle altre anche per la gestione delle numerose spiagge presenti. Mentre ad esempio Jesolo prevede una gestione del turismo tramite app sullo smartphone, Caorle mira invece all’informazione. Per le spiagge libere  non è prevista la prenotazione obbligatoria per lo spazio individuale. A dispetto di un controllo ferreo vi è una risposta positiva dei turisti che si distanziano in autonomia.

L’apertura estiva per la località turistica di Caorle

Il sindaco afferma che i primi riscontri positivi per la nuova stagione estiva si sono visti nel ponte feriale del 2 Giugno 2020.  Sono emersi altri dati: l’approccio turistico sembrerebbe infatti cambiato sia dal punto di vista della richiesta, sia dalla componente etnica. Il turismo attratto dalla località sembrerebbe quindi variato: la componente straniera appare quasi assente rispetto le stagioni passate. Si registra un 60% di turismo di matrice tedesca e austriaca, inferiore rispetto gli anni passati a causa della chiusura delle frontiere per il Covid-19. Sono per lo più invece presenti turisti autoctoni. Le disdette però, avvenute nei mesi di Febbraio e Marzo causa pandemia, stanno ora riprendendo vigore.  L’altro dato che emerge è quello dell’aiuto che i turisti stanno offrendo al sostentamento locale:  le attività svolte si orientano per lo più all’aperto. I turisti, specie dal nord Europa scelgono le gite in bici, le visite al porto e la consumazione poi del pescato giornaliero nei ristoranti locali. Turismo che si discosta dunque da quello classico e che si addentra maggiormente nella conoscenza del territorio tipico di Caorle.

 Riorganizzazione delle strutture turistiche per covid-19

Caorle offre diverse tipologie di offerte turistiche: circa 1/3 di extra alberghiero è all’aperto(campeggi), 1/3 è al chiuso (appartamenti e seconde case) e 1/3 è di ricettivo alberghiero. Ne consegue che il distanziamento sociale è molto più semplice da gestire e da effettuare nelle prime due tipologie di permanenza turistica. E’ invece più laborioso nelle strutture alberghiere. Ad oggi circa l’85-90% di alberghi sono aperti in pieno rispetto del protocollo nonostante la riapertura sia stata più difficile rispetto alle altre strutture. Il personale infatti appare dimezzato e la domanda turistica focalizzata più sulle strutture alternative.

Il processo in corso a carole per la criminalità organizzata

Recentemente si sta parlando di un sistema mafioso presente sul territorio di Caorle.  La preoccupazione riguarda   la possibilità che la  criminalità organizzata possa approfittare della situazione di crisi attuale per far entrare nel sistema coloro che si trovano in difficoltà.  I recenti fatti recenti portano l’attenzione sul territorio di Eraclea. Nonostante però le informazioni uscite  sui mass media non si notano,pero ora, note negative riguardo le altre località limitrofe e la loro domanda turistica.

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