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Buoni spesa: inizia la fase 2. Come presentare domanda

Illustrate le modalità per presentare la domanda e per la successiva erogazione. Venturini: "Abbiamo aiutato 8mila famiglie in difficoltà”

Sono state presentate questa mattina nella sala Telepresence della Carbonifera le modalità individuate dall’Amministrazione comunale per la “fase 2” dell’erogazione dei buoni spesa a favore di chi versa in condizioni di difficoltà economica a causa dell’emergenza Coronavirus.

Buoni spesa

All’incontro in web conference con i giornalisti hanno partecipato l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, il direttore della Direzione Coesione sociale del Comune di Venezia, Danilo Corrà, e Luca Faustini, amministratore delegato di CGMoving, società che ha messo a disposizione la piattaforma online Welfarex per gestire il rilascio dei voucher.

Con l’occasione, dati alla mano, l’assessore Venturini e il direttore Corrà hanno anche descritto, assieme a Giorgia Marella, responsabile dell’Agenzia Coesione Sociale di Venezia Centro storico e Isole, il sensibile incremento dell’attività del servizio Coesione sociale in corrispondenza dell’inizio della pandemia.

Distribuzione solo digitale

Una delle novità principali rispetto alla prima fase di distribuzione dei buoni spesa, che iniziò ad aprile scorso, in piena prima ondata di Covid, è che non ci sarà alcuna distribuzione manuale dei tagliandi, che non saranno cartacei.

Nelle prossime settimane ci si affiderà completamente al digitale attraverso il portale Dime, per quanto riguarda la fase di presentazione, ricezione e controllo delle domande. La piattaforma Welfarex invece per quanto riguarda la gestione e utilizzo del buono da parte del cittadino. Si tratta di una piattaforma informatica messa a disposizione gratuitamente da CGMoving.

Le dichiarazioni dell’assessore Venturini

“I mesi che ci aspettano saranno impegnativi, perché la crisi economica ha battuto, batte e batterà. Dovremo quindi farci trovare pronti come Amministrazione comunale per rispondere a tutti coloro che si rivolgeranno a noi. Oggi presentiamo la seconda fase dei buoni spesa, che si svilupperà in parte differente rispetto alla primavera scorsa. Puntando su procedure semplificate per aiutare quelle famiglie che, a causa della pandemia, versano in profonda difficoltà”.

“Il nostro scopo è rispondere a quanti si affidano a noi, e fino ad adesso siamo riusciti a farlo nei confronti di circa 8mila famiglie. Ma questo è solo uno dei mattoni che l’Amministrazione sta posando per aumentare il numero di misure e forme di sostegno nei prossimi mesi, incrementando di pari passo le risorse stanziate nonostante le minori entrate a bilancio.

Da questo punto di vista è chiaro che il Comune non ce la può però fare da solo. Servono nuove misure nazionali, come la proroga della cassa integrazione, veri ristori significativi, sostegno alle aziende e ai piccoli imprenditori e interventi mirati al sostegno dell’economia turistica perché la crisi sarà purtroppo ancora lunga”. Conclude con queste parole l’assessore.

La gestione della Direzione Coesione sociale

L’intera fase 2 dei Buoni Spesa sarà gestita dalla Direzione Coesione sociale. Grazie a uno staff di 19 operatori tra assistenti sociali, educatori e personale amministrativo, che si occuperà delle varie istruttorie e della valutazione delle domande. Oltre al servizio DiMe, per quanto riguarda gli aspetti informatici sono state coinvolte anche Venis spa e CGMoving, con l’obiettivo di garantire tempi certi e rapidi. Importante anche l’apporto del Settore Commercio del Comune.

Buoni spesa e kit alimentari

Per questa seconda fase sono stati stanziati a favore del Comune 1.375.642,87 euro, di cui un milione andrà a garantire generi e beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà sotto forma di buoni spesa (600mila euro saranno assegnati tramite avviso pubblico e 400mila attraverso le Agenzie per la Coesione sociale). La restante somma sarà destinata alla distribuzione di kit alimentari e di beni di prima necessità ai nuclei familiari bisognosi del territorio. La prestazione sarà fornita attraverso i volontari di Protezione civile e le realtà di volontariato.

L’importo dei buoni spesa

Per ciascun nucleo familiare richiedente sarà possibile assegnare buoni spesa per un importo minimo di 50 euro fino a un massimo di 400, dopo valutazione della Direzione Coesione sociale. Potrà essere presentata una sola domanda per famiglia e le domande saranno vagliate in ordine cronologico e accolte fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Quando, come e dove presentare domanda

Si potrà presentare domanda per i buoni spesa da lunedì 1 febbraio alle ore 12 fino a martedì 9 febbraio, sempre alle ore 12. Per farlo si dovrà usare unicamente la piattaforma online a questo indirizzo. Dopodiché il cittadino riceverà istruzioni e comunicazioni solo via mail. Essenziale quindi per presentare domanda. Per qualsiasi informazione è a disposizione anche il servizio DiMe allo 041041 da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle 17, i cui operatori forniranno supporto per la compilazione del modulo, che dovrà essere comunque del richiedente.

Requisiti di accesso

Per facilitare al massimo le procedure, vista la natura emergenziale del provvedimento e il periodo di pandemia, non sarà richiesto di presentare il reddito Isee.

  • Essere cittadini italiani, comunitari, non comunitari residenti nel Comune di Venezia.
  • Nessun componente del nucleo familiare deve essere titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.
  • Trovarsi nella condizione di bisogno economico direttamente collegato alla crisi derivante dall’emergenza Covid da dichiarare e motivare nella domanda.
  • Non avere disponibilità economiche che consentano l’acquisto di beni di prima necessità per sé e per la propria famiglia.
  • I requisiti si intendono posseduti alla data di scadenza dell’avviso.

Cosa bisogna dichiarare nella domanda

  • Tutte le entrate economiche del nucleo familiare nel mese precedente la data della domanda.
  • Tutte le uscite (affitto, mutuo e altre spese) che incidono sul reddito familiare in misura tale da pregiudicare la possibilità di acquisto di beni di prima necessità.
  • Soldi disponibili in conti correnti bancari o postali alla data della domanda.
  • L’eventuale disponibilità di altre risorse economiche.
  • L’eventuale possesso di altri immobili, diversi dalla prima casa, che siano fonte di reddito attuale.
  • L’eventuale presenza nel nucleo familiare convivente di un componente con disabilità o non autosufficienza certificata.

Utilizzo dei buoni spesa

  • Con il buono spesa potranno essere acquistati esclusivamente prodotti alimentari e generi di prima necessità. Sono esclusi gli alcolici e tutti gli altri prodotti che non rientrino nelle categorie descritte.
  • Gli aventi diritto potranno suddividere l’importo assegnato in buoni da spendere negli esercizi convenzionati con il Comune.
  • Il buono andrà speso integralmente e in nessun caso potrà essere convertito in denaro. In caso di pagamento mediante buono spesa non potrà essere dato resto in moneta né sarà rilasciato un nuovo buono per la differenza.
  • I buoni spesa potranno essere stampati o esibiti all’esercente tramite idoneo dispositivo (telefono cellulare, tablet) accedendo con le credenziali personali alla piattaforma Welfarex.

Verifiche e controlli

L’Amministrazione comunale sottoporrà le istanze presentate a controlli a campione, per verificare la veridicità di tutte le dichiarazioni rese dal richiedente.

Gli esercenti aderenti

Gli esercizi che intendono aderire all’iniziativa possono comunicare la propria disponibilità al seguente indirizzo e-mail: dir.cittadinoimprese@comune.venezia.it. Saranno subito ricontattati per ogni informazione necessaria e per l’eventuale sottoscrizione della convenzione. Allo stato, tra grande distribuzione organizzata, dettaglianti locali e farmacie, sono oltre un centinaio i punti vendita convenzionati in tutto il territorio comunale. Grazie anche al coinvolgimento delle locali associazioni di categoria del commercio, di Federfarma Venezia e dell’Ordine dei Farmacisti di Venezia per consentire eventuali ulteriori adesioni.

L’attività 2020 della Direzione Coesione sociale

La conferenza stampa ha costituito anche l’occasione per tirare le somme dell’attività 2020 della Direzione Coesione sociale del Comune, un anno contraddistinto dall’epidemia da Coronavirus. I numeri riflettono l’ingente sforzo degli operatori, che hanno dovuto fronteggiare un sensibile incremento di richieste d’aiuto da parte di cittadini in difficoltà.

Se i nuclei familiari beneficiari dei pacchi alimentari distribuiti a partire dalla scorsa primavera sono stati 681 su tutto il territorio comunale, i beneficiari di contributi economici ordinari o straordinari nel 2020 sono stati 1.302, a fronte degli 861 di dodici mesi prima. Va da sé che l’importo totale dei contributi è lievitato proporzionalmente, passando da 654.386 euro a 1.037.793,68 euro. Più che raddoppiati i beneficiari di contributi a contrasto del disagio abitativo, passati da 185 a 388 (con erogazione nel 2020 di 632.366,99 euro). In aumento anche i beneficiari dei contributi speciali per il sostegno educativo (“Misure bambino” e “Povertà educativa”) passati da 246 a 336, con un esborso lievitato da 77.677,63 euro a 122.777,87 euro.

Emergenza Covid-19

Per quanto riguarda l’emergenza epidemiologica, l’Amministrazione comunale ha erogato invece contributi economici straordinari a favore di 234 utenti per 444.800 euro. A questi si aggiungono ulteriori 200 mila euro circa relativi al Reddito di inclusione attiva (Ria). A testimoniare quanto lo scenario si sia rivelato dall’oggi al domani più complesso è l’esponenziale incremento di accessi alle agenzie della Coesione sociale nel 2020. Non solo si sono occupate di erogare le misure di sostegno rese possibili dal Comune. Hanno anche aiutato e indirizzato coloro che hanno richiesto ammortizzatori sociali o bonus regionali o nazionali (come il reddito di cittadinanza o d’emergenza). Nel 2020 si è registrato un +332,16% di accessi rispetto ai dodici mesi precedenti, passando da 3.047 a 10.121.

Di fronte alle eterogenee conseguenze negative della pandemia, sono state intraprese ulteriori iniziative:. Per esempio sono state acquistate, grazie al supporto dell’associazione di volontariato “Il Castello” e di Coop Alleanza 3.0, 215 “borse didattiche” con matite, quaderni, penne e quant’altro potesse aiutare famiglie in difficoltà. Il progetto, chiamato “Dona la scuola”, è stato confermato e potenziato, tramutandosi in “Dona la scuola 2.0”. Progetto seguito dalla Casa del Volontariato che ha permesso la donazione di 100 tablet per la didattica a distanza, grazie al supporto di Enel.

“Non posso che ringraziare tutte le persone che si sono impegnate in prima persona in questi mesi difficili per introdurre nuovi servizi ed erogare quelli tradizionali con modalità diverse. Ringrazio inoltre il terzo settore, il mondo del volontariato, quello delle parrocchie e la Caritas per il fondamentale supporto che ci stanno dando. Oltre che tutti gli operatori del Comune che, in questi momenti difficili, stanno veramente dimostrando attaccamento alla cittadinanza, desiderosi di fornire un servizio il più possibile vicino a chi si trova in situazione di bisogno”. Conclude così l’assessore Venturini.

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