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Il buco dell’Umberto I diventa un’area del lusso e del verde

Il buco dell'ex Umberto I ricettacolo di spacciatore e disperati ha le ore contate. Al suo posto spregerà un quartiere residenziale di lusso con enormi terrazze verdi a ridosso di un parco costruito attorno al Marzenego. Il video di quello che sembra un sogno

Il buco dell’Umberto I diventa un’area del lusso e del verde. Residenze di Lusso sostenibili con molto verde sulle terrazze e un centro direzionale, il tutto immerso in un parco.

Il buco dell’Umberto I

Residenze di Lusso sostenibili con molto verde sulle terrazze e poi un centro direzionale ma senza alberghi, il tutto immerso in un parco che ruota attorno al corso del Marzenego che scorre accanto.Questa, per sommi capi, è la rivoluzione urbanistica che darà una nuova veste a quello che attualmente continua ad essere il buco di Mestre. Anche se un parcheggio costruito un paio di anni fa ha in parte restituito un po’ di decoro ad un’area che sembrava diventata più una palude, che un cantiere in abbandono e più un inferno per chi senza tetto era costretto a trovarvi rifugio.

Il progetto

Il progetto è stato presentato in queste ore dal patron della catena padovana dei supermercati Alì, Francesco Canella, che a luglio 2019 si è aggiudicato i 4 ettari di terreno, la gran parte, a un’asta fallimentare. Le amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno sempre promesso che i padiglioni dell’ex Umberto i sarebbero stati recuperati e dato loro una funzione pubblica. Anche in questo progetto la destinazione di queste strutture rimane pubblica.

Il masterplan nel dettaglio prevede la realizzazione di un supermercato con una superficie di vendita di 2.500 metri quadri, un comparto residenziale di circa 15.000 metri quadri, sviluppato su cinque corpi con terrazzamenti verdi e una torre ad uso direzionale tra il padiglione De Zottis e il palazzo Donatello. Poi un ampio parco e aree pedonali di circa 25.000 metri quadrati interamente fruibili dalla città. Le residenze (di lusso sostenibile, si collocano vicino al fiume, non più elemento da nascondere, ma da valorizzare, creando spazi per percorsi ciclo pedonali, affacci, scorci e corridoi verdi di penetrazione verso la città. Il volume, viene spiegato, è stato ridotto rispetto alle previsioni dei piani urbanistici precedenti.

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