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PNRR, Brugnaro: gli investimenti per Venezia

Cultura, trasporti locali, edilizia, scuole e sanità sono alcuni degli ambiti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sui quali puntano Venezia e il Veneto per realizzare o completare importanti opere in città.

Tappa veneziana all’Auditorium “The Human Safety Net” delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco di “Italia Domani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, il ciclo di incontri promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comunicare con cittadini, imprese e Amministrazioni locali sui contenuti e le opportunità del PNRR. Presenti Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze, Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della ricerca, Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione. Sono intervenuti il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro

Il commento di Luigi Brugnaro

“La cosa che va sottolineata è la grande concordia che c’è con il comune, il governo, la regione e la città metropolitana. Il PNRR deve essere una cosa che abbia una ricaduta temporale molto rapida. Qui abbiamo iniziato con i pullman elettrici al Lido, con le ricariche e il resto fatto. Il distributore di idrogeno verrà aperto tra qualche mese. A Porto Marghera, l’Eni toglierà i cracking con dentro il fosgene e mette invece la produzione di idrogeno”.

Grande rilancio economico e sociale

“C’è il tema del nucleare a diffusione che va affrontato in Italia, e c’è soprattutto il grande rilancio delle imprese. Qui siamo una dimostrazione dove le imprese decidono di investire in una fondazione generosamente. Per questo il PNRR deve essere realizzato non solo in tempi brevi. Faremo vedere lo stadio, il palasport, una Marghera diversa, la stazione a Mestre, non tutti con i soldi del PNR, ma anche con tutta una serie di efficientementi che risultino. L’importante è che le persone entro il 2026 vedano una città nuova. La vedano, la vivano, ci vadano sopra. Venezia si deve mettere come luogo nella positività, nel grande rilancio, nella transizione non soltanto ecologica, ma anche economica e sociale.

Dobbiamo crederci tutti pensando al futuro. Qui c’è il grande progetto di raddoppiare l’Università e i suoi studenti. Il modello Boston: la città a degrado industriale che poi ha creduto nell’università. Da 28mila studenti passeremo a più di 50mila. Perchè il grande sistema universitario veneziano metropolitano deve essere a contatto in Europa. Dobbiamo portare qua gli europei”.

“Abbiamo parlato del tema del turismo. Dobbiamo ridurre i giorni disponibili degli appartamenti per essere affittati random, magari sulle piattaforme internazionali che non danno niente alla città. Dobbiamo mettere dei limiti come hanno fatto a Parigi e in altre città. Ci vuole una legge dello Stato. I ministri hanno capito e son d’accordo. Quello che non verrà più occupato da turisti “mordi e fuggi”, dovrà essere occupato da studenti, nuove famiglie. Queste si localizzeranno, non solo nel centro storico di Venezia, ma anche al Lido, a Mestre, a Marghera. A questo servono i grandi investimenti” ha concluso il sindaco Luigi Brugnaro.

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