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Braccia aperte per Yaqoot, un perseguitato afghano

Yaqoot Shah Nassari è riuscito a fuggire dall'Afghanistan in questi giorni e a raggiungere l'Italia, dopo una fuga rocambolesca

Yaqoot Shah Nassari ce l’ha fatta. E’ riuscito a fuggire dall’Afghanistan in questi giorni e a raggiungere l’Italia, dopo una fuga rocambolesca grazie all’impegno del comitato a difesa dei cittadini (CMP) e ai funzionari della Farnesina dell’ambasciatore italiano. Yaqoot Shah Nassari è un giornalista ed è stato condannato a morte dal governo talebano per le sue battaglie civili. Dall’agosto scorso ha vissuto nella clandestinità, nascondendosi nei villaggi con la moglie e i suoi figli (il più grande ha 15 anni). 6 dei suoi collaboratori sono stati uccisi dalle milizie talebane. Francia e Germania avrebbero accolto soltanto lui, l’Italia ha dato i visti anche per la sua famiglia. Per raggiungere l’aeroporto, si è vestito da pastore. Ora, smagriti ma sereni, ricominciano da Venezia.

Le parole di Luigi Corò, presidente CMP a Difesa del Cittadino:

“Quest’oggi, dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, per dare il benvenuto all’amico, regista, giornalista Yaqoot Nassari. Come ricorderete, è stato vittima della condanna da parte dei talebani. Siamo felici di accoglierlo, questo è stato possibile grazie all’impegno del CMP, ma pure all’aiuto e all’assistenza che ci hanno dato i funzionari del ministero degli esteri e degli interni. Il viaggio è stato lungo ma non è solo il viaggio che ha provato questa famiglia, un anno totale di vita in totale clandestinità. Ma va ricordato che anche in totale clandestinità ha continuato questa battaglia, ha continuato a mandare messaggi forti purché l’Afganistan torni ad essere un paese verso la civiltà.”

“Grazie per tutto l’aiuto, e grazie per essere stati in Afghanistan, sono molto stanco” – dice Yaqoot.

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