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Borse cinesi vendute e spacciate per Made In Italy

Spacciate per borse in pelle uscite dalle mani di artigiani italiane e dal design Made in Italy in realtà era tutta un'altra storia. La scoperta è della Guardia di Finanza di Venezia

Erano borse cinesi in pelle ma con l’etichetta Made In Italy e altre indicazioni che facevano pensare che la merce uscisse dalla creatività e l’attenzione per i dettagli tutta italiana. Invece i finanzieri di Venezia, dopo aver adocchiato le borse in una vetrina lungo una calle di grande passaggio nel centro storico veneziano, non ci hanno creduto.

Lo svolgimento delle indagini

Le indagini hanno portato alla scoperta che quel negozio si era rifornito da un grossista con sede a Padova. Questo aveva importato la pelletteria direttamente dalla Cina. Inoltre i riscontri delle banche hanno portato ad altri sei negozi nel centro storico che vendevano lo stesso materiale. In totale sono stati sequestrati 3700 pezzi.

Gli investigatori hanno poi scoperto quindicimila etichette con la stampigliatura del Made In Italy. Si ritiene fossero pronte per essere agganciate ai prodotti di pelletteria. Il tutto per attestare l’origine dei prodotti differente da quella reale.

Borse cinesi

Al termine dell’inchiesta le Fiamme Gialle di Venezia hanno segnalato alle competenti procure di Venezia e Padova nove soggetti ritenuti responsabili di frode, dell’esercizio del commercio e di vendita di prodotti con segni mendaci.

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