Stanno Facendo un 48

Blue economy a Venezia e l’importanza di dare lavoro

Marino Masiero spiega come la Blue economy sia fondamentale per creare lavoro in Italia, lasciando escluso lo scarto tra ricchi e poveri

Patrizio Baroni conduce una nuova puntata di: Stanno Facendo un 48. Quale sarà il futuro di Venezia? Quale sarà il suo ruolo? E che prospettive ha a proposito di Blue Economy? A queste domande risponderanno gli ospiti: Marino Masiero, e Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio studi CGIA di Mestre.

Ritorniamo al tema della Blue economy. Marino Masiero, è importante questo tema per voi dell’Assonautica?

“Assolutamente sì. La Blue economy oggi rappresenta l’8,6% dell’economia mondiale e rappresenta l’unico segmento in Italia con un fattore moltiplicativo di quasi 1:2. Un euro speso nella Blue economy, dal turismo alla pesca, ne genera due in termini di moltiplicazione dell’economia.

Per quanto riguarda la nautica, noi siamo i primi produttori al mondo di superyacht. Assonautica Venezia tutela il consumatore e cerca di dare un prodotto socialmente accessibile. Questo è estremamente importante in un mondo che va verso una classificazione sempre più netta tra il ricco e il povero. Inoltre, rappresentiamo la parte della Blue economy che permette le escursioni: sono oltre 3000 le imprese italiane che fanno escursionismo nautico. Da questo, arriviamo ai superyacht.

Spesso mi si dice che queste imbarcazioni non saranno di facile accesso per tutti, e questo è vero. Ma è altrettanto vero che oggi l’industria nautica italiana è prima nel Global Order Book – la classifica stilata ogni anno da Boat International che riporta l’andamento del settore degli yacht nel mondo -. Su 800 yacht costruiti nel mondo, la metà viene costruita in Italia: questo vuol dire che riusciamo a dare lavoro a una filiera importantissima.

Per fare un paragone, se noi guardiamo alla Ferrari in Emilia, possiamo paragonarla all’industria dei superyacht in scala nazionale. Nel settore nautico italiano lavorano oggi 187.400 persone. La FIAT auto, come dipendenti, ha 90 mila addetti.”

Qui c’è da fare una distinzione tra mondo produttivo che crea occupazione e mondo che non crea occupazione. Se, infatti, crea occupazione, allora genera lavoro, e se genera lavoro conferisce dignità alle persone: questo il segreto di un’economia che funziona. Che poi produca per i poveri o per i ricchi non è importante.

L’importante è il lavoro: è il principio della nostra Costituzione e il principio per cui ogni persona può avere la dignità di far parte di un meccanismo produttivo e di crearsi delle opportunità.

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