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Piave 2018: la Cena di Trincea dei Bersaglieri

Ulteriore tappa di avvicinamento a Piave 2018. Alla “Cena di Trincea” vengono serviti pasti composti da alimenti di 100 anni fa.

Mercoledì il presidente del comitato organizzatore, Mauro Cattai, il suo vice Fausto Niero, e il responsabile della relativa attività Walter Corazza, si sono recati a Piacenza presso il 2° Reggimento Genio Pontieri, per affrontare alcuni essenziali aspetti di programmazione dell’evento che riguarda il posizionamento del ponte galleggiante motorizzato, assieme al Comandante Colonnello Salvatore Tambè.

Giovedì pomeriggio, invece, è stato il presidente ANB Generale Ottavio Renzi a recarsi a San Donà, per l’incontro con i revisori dei conti del raduno nel quale visionare e approvare il bilancio 2017. Riunione dalla quale è uscito molto soddisfatto di quanto fatto. La giornata più importante, però, è stata quella di venerdì 16 febbraio, apertasi con il briefing

nell’ufficio operativo di Piave 2018 con la presenza dell’addetto militare del Comando di Venezia, Tenente Colonnello Campello e con il Maggiore Serafin dell’11º reggimento bersaglieri, in merito alla cerimonia militare finale del 13 maggio, gestita dall’Esercito Italiano e che avvierà la grande sfilata finale.

A San Donà sono quindi arrivati tutti i consiglieri nazionali ANB e i presidenti delle 20 regioni italiane per la riunione che si è tenuta presso la sala consiliare del municipio cittadino. Come da tradizione, infatti, l’ultimo consiglio nazionale prima di un raduno nazionale viene tenuto nella città ospitante. L’incontro si è svolto a porte chiuse trattando esclusivamente questioni associative, ma è stato preceduto da un saluto del Sindaco Andrea Cereser e del Presidente del comitato organizzatore di “Piave 2018” Mauro Cattai.

La sera ha visto poi tutti gli ospiti riuniti in una cena conviviale particolare, un nuovo evento – tappa di avvicinamento al grande raduno: la “cena di trincea” dove è intervenuto anche il Gen. D. Giuseppe Nicola Tota responsabile del 5º reparto SME e il vicepresidente del Veneto, Gianluca Forcolin, per un saluto.

Durante la guerra le difficoltà erano tantissime. Basti considerare l’articolazione del fronte che misurava 650 km, con punte di utenza di circa 4 milioni di unità che ogni giorno andavano alimentate. In questa cena viene messa in evidenza la differenza tra il rancio italiano, molto più equilibrato, e quello avversario austroungarico.

Nell’occasione sono state proposte delle pietanze caratteristiche delle trincee della prima Guerra Mondiale, servite rigorosamente all’interno di gavette gentilmente prestate dall’ 11º reggimento bersaglieri (formaggi, pasta e fagioli, spezzatino con patate, e gallette con scaglie di cioccolato).

La cena è stata inoltre accompagnata dalle spiegazioni del Brigadiere Generale Stefano Rega, sul cibo che cento anni fa assumevano i soldati. A cominciare dall’aspetto logistico e delle difficoltà nel far arrivare le pietanze calde in ogni angolo del fronte, «un fronte di oltre 650 chilometri con punte di utenza di 4 milioni di unità che ogni giorno andavano alimentate», passando per la preparazione, le caratteristiche nutrizionali, e anche gli aspetti sociali: «il rancio italiano era più equilibrato di quello del nostro avversario austroungarico, ma soprattutto c’è stata costanza nei rifornimenti, dovuta anche al supporto del sistema paese. Nelle trincee italiane non si è mai assistito a un’interruzione del flusso di rifornimento. Addirittura, da lettere che arrivavano al fronte si rileva che le famiglie dei nostri soldati si sottoponevano a stenti pur di garantire le risorse ai nostri soldati che combattevano».

Sabato mattina si sono infine conclusi i lavori del consiglio nazionale, dove un piccolo spazio è anche stato dedicato a conoscere lo stato di avanzamento di Piave 2018, quello di un raduno che sta sorprendendo ormai tutti nell’ambiente ANB e che, con l’avvicinarsi alla data fatidica, quella del 13 maggio, ancora non smette di stupire, con idee e iniziative sempre nuove e singolari.

Lo stesso presidente nazionale, Generale Ottavio Renzi, si è detto stupito perché «questo comitato organizzatore ci sta facendo vedere cose mai fatte. Dalle più grandi alle più piccole, tutte portate avanti con grande passione. E in tutte possiamo assaporare quello che sarà IL RADUNO nazionale per eccellenza così come lo ha titolato il presidente regionale Antonio Bozzo vero regista della “tre giorni” sandonatese.

Mancano 79 giorni al raduno, e anch’io ho imparato, da voi, ad aspettare questo giorno. Sarà un grande, grandissimo raduno».

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