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Bambini ucraini: le scuole si mobilitano. Parla Laura Besio

Oltre sessanta i dirigenti scolastici del Comune di Venezia che hanno risposto all'appello dell'assessore alle politiche educative per mettere a punto un piano e accogliere con serenità e mezzi i bambini ucraini fuggiti dalla guerra e molti sotto choc

Aule, spazi per attività ludiche, intermediari linguistici, pasti e trasporti scolastici gratuiti. Questa l’offerta del comune di Venezia ai bambini ucraini fuggiti dalla guerra e approdati a Venezia ancora senza una sistemazione sicura. E’ in sintesi quanto ha comunicato l’assessora alle politiche educative del comune di Venezia, Laura Besio in un vertice in rete organizzato con i dirigenti scolastici. Ben 60 hanno accolto l’invito interessati e forse anche disorientati dato che non sono ancora arrivate le linee guida dal Ministero dell’Istruzione.

Laura Besio, assessore alle politiche educative del Comune di Venezia

“A oggi siamo ancora in attesa di linee guida che chiariscano come effettuare questo inserimento scolastico, come operare nella scuola. Anche per questo motivo, capendo il disorientamento dei dirigenti scolastici, come comune abbiamo scelto di assumerci comunque delle responsabilità. Così ieri abbiamo convocato tutte le scuole del territorio (di ogni ordine, grado e natura).”

Ma i bambini sono già qui e il loro ingresso a scuola è una priorità e dunque saranno assicurati prima i pasti e i trasporti.

E aggiunge: “L’informazione principale che è stata data riguarda l’oggetto della delibera di Giunta della settimana scorsa. Con questo, su indicazione del sindaco Luigi Brugnaro, scegliamo di farci carico, per i bambini ucraini inseriti a scuola, dei pasti e dei trasporti scolastici.”

Servono poi aule e spazi ludici.

Scuola come spazio di inclusione, solidarietà, relazione e di distrazione

“Abbiamo, inoltre, operato una ricognizione di tutti gli spazi disponibili nelle nostre scuole. Pensiamo alla scuola come spazio di inclusione, solidarietà, relazione e anche di distrazione per questi ragazzi. Non si può pensare che ad un inserimento che sia graduale e morbido. Anche per questo motivo, oltre agli spazi prettamente scolastici, abbiamo operato una ricognizione degli spazi extrascolastici da dedicare alle attività ludiche e di doposcuola.” Continua l’assessora.

Inoltre le linee guida sono importanti perchè i bambini avranno anche bisogno di supporto psicologico e prima ancora di intermediari linguistici per comunicare.

Istituto della Mediazione Linguistica Culturale prezioso strumento per il dialogo

“Abbiamo potenziato l’Istituto della Mediazione Linguistica Culturale, un prezioso strumento che possono richiedere le scuole al comune per essere affiancate anche nell’inserimento del bambino neo arrivato e per un primo colloquio con le famiglie. A questa mediazione se ne aggiungerà un’altra parallela, sulla base delle disponibilità in termini volontaristici che la comunità ucraina, presente nel nostro territorio, potrà palesare attraverso un sistema informatico che stiamo costruendo.” Conclude così Laura Besio.

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