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Balneari in rivolta a Roma contro la “legge vergogna”

Oggi è stata la giornata della manifestazione nazionale dei gestori delle spiagge a Roma. La stagione turistica sta per cominciare e lungo la costa, serpeggia la paura di perdere l'azienda e tra i sindaci quella di non avere fondi per fornire servizi ai turisti e perdere fette di mercato

Stamane 5 mila balneari delle spiagge italiane in rivolta a Roma, in Piazza Santi Apostoli, contro quella che è stata definita la “legge vergogna”. Una legge che rischia di togliere a 30 mila aziende, senza rimborsi, la concessione demaniale su tratti di spiaggia su cui da decenni sono stati concentrati investimenti familiari.

Balneari in rivolta

Luca Zaia ha manifestato solidarietà verso i balneari chiedendo per il gestore storico una sorta di avviamento di impresa e non soltanto il conteggio, come previsto attualmente dalla legge del residuo di ammortamento.

Il comparto nel Veneto conta su circa 660 insediamenti che versano allo Stato oltre 10 milioni di euro di canone all’anno.

26 sindaci in prima linea

Dietro i gestori, si stanno muovendo anche i 26 sindaci delle maggiori località balneari italiane. Quest’ultimi hanno organizzato un focus ieri a Roma per chiedere fondi adeguati a fornire servizi durante l’alta stagione, quando i loro piccoli comuni si trasformano in grandi città.

I primi cittadini sono andati a sostenere la proposta di legge in discussione presso la decima commissione che prevede il riconoscimento di status di città balneare e quindi anche di finanziamenti.

“La competizione è a livello mondiale, per cui, in qualche modo, bisogna dare oggi maggior attenzione e risposte a residenti e turisti che devono convivere in questo ambiente.” ha affermato Giorgia Andreuzza.

Non sarà una conquista di questa legislatura

“Il risultato finale è quello di una legge quadro che contempli tutte le specificità che vengono richieste dalle città balneari. Un risultato molto ambizioso e credo non raggiungibile nell’arco di questa legislatura. Mancano 10 mesi al termine della legislatura quindi bisogna essere realistici” ritiene Marco Di Maio, deputato di Italia Viva

Rimane la preoccupazione per un settore strategico molto colpito dalla pandemia e finora trascurato.

“Una sinergia assolutamente positiva su un progetto che condivido. Come ho condiviso, da quando faccio il parlamentare, ma anche prima da imprenditore, l’esigenza di mettere al centro il settore del turismo in qualsiasi proposta che si tenga dal punto di vista economico qui in parlamento.

C’è stata una disattenzione micidiale della politica e delle istituzioni in generale verso un settore che è una ricchezza per il paese; una ricchezza vera.” ha concluso Riccardo Zucconi, deputato Fratelli d’Italia.

“Il momento è uno dei peggiori degli ultimi 60 anni” ha ricordato Alberto Maschio, in occasione della sua rielezione alla presidenza dell’Associazione Jesolana Albergatori.

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