Baby gang: la polizia è sulle tracce di un unico gruppo di bulli. A tradirli l’abbigliamento riconosciuto da molti testimoni. Intanto in terraferma emergono tracce di un’altra banda di minorenni

Sembrano a una svolta le indagini sulla baby gang che sul finire della scorsa settimana ha imperversato in città seminando il panico nelle calli, ferendo tre persone e minacciando e pedinando un trentenne che aveva provato a farli desistere. 

A mettere gli agenti del Commissariato di Polizia San Marco sulla strada giusta sono state le descrizioni fatte dalle vittime delle aggressioni. Tutti hanno parlato di un gruppetto di sette adolescenti, tra cui anche un dodicenne.

Nei racconti delle vittime risultavano identici non solo i volti dei ragazzi, ma anche alcuni capi d’abbigliamento. Su tutti un giubbotto da neve bianco-mimetico indossato da uno dei componenti della banda di bulli. Lo stesso ragazzo che aveva le mani coperte dalle fasce usate dai pugili sotto i guantoni.

Uguali anche le modalità delle aggressioni: le vittime vengono scelte perché sole mentre camminano in zone appartate e il modus operandi inizia con al richiesta di sigarette o spinelli e in caso di rifiuto scattano le botte.

Ai due episodi già noti, ossia l’aggressione al venditore bengalese e al ventenne rapinato se ne è aggiunto un terzo accaduto giovedì notte: un’aggressione in Strada Nova ad un ragazzo che assieme alla fidanzata stava tornado a casa.

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