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Baby gang: in quattro mesi 7 arresti e decine di indagati

Sono due fidanzatini gli ultimi arrestati nell'inchiesta sulle baby gang di Venezia e Mestre. In quattro mesi sette le misure cautelari, decine gli indagati e parecchi minori in attesa di processo. L'episodio più cruente quelle di Rialto dove ad un ragazzo è stata fratturata la spina dorsale

La baby gang a Mestre-Venezia non si può dire che non ci siano stati tracce. In quattro mesi sono sette i ragazzi finiti o in carcere o ai domiciliari o in casa famiglia. Gli ultimi sono una coppia di fidanzatini Edoardo e Catalina. La squadra mobile ha eseguito un ordine di carcerazione ai domiciliari per lei Catalina Curcumeli, di 19 anni, nata in Spagna e residente a Spinea e per lui Edoardo Bressan, di 18 anni iscritto ad una palestra di kick boxing. Il pubblico ministero massimo Michelozzi li accusa di essere tra i protagonisti principali di un violento pestaggio.

I componenti della baby gang

Il peggiore avvenuto ai piedi del ponte di Rialto nella notte tra il sei e il sette aprile scorsi. In quell’occasione un ragazzo ne è uscito con la spina dorsale fratturata guaribile in novanta giorni. Quel’episodio ha alzato il livello di guardia, con loro è stato messo ai domiciliari anche Janah Pthmane 18 anni di origine marocchino e residente a Zelarino. Altri due minorenni invece sono stati portati in una comunità di recupero. Nel frattempo è finito in carcere Angelo Valerio Alesini di diciotto anni di Mestre accusato di nove furti, un danneggiamento ed un’estorsione.

Sono scattati gli arresti domiciliari per Sebastiano Bonzio, 18 anni accusato di tentata rapina e lesioni personali aggravate per un pestaggio contro un Bengalese il due febbraio scorso, Bonzio è indagato anche l’attacco di Rialto e per gli stessi reati tre minori sono in comunità. A cui si aggiungono decine di misure di prevenzione firmate dal questore Maurizio Masciopinto.

Inoltre dopo i primi arresti avvenuti il ventinove di maggio sono state aggravate le misure cautelare per alcuni giovani portati in comunità o ai domiciliari che mostravano di rimanere coinvolti nelle baby gang che hanno mostrato. Le indagini non si fermano e la lista è pronta ad allungarsi.

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