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Coronavirus, AVA: 40% disdette negli hotel a Venezia

L’Associazione Veneziana Albergatori sta seguendo alla lettera le disposizioni di prevenzione del Ministero e della Regione. Nel frattempo gli albergatori cercano di gestire le cancellazioni dovute alla paura ma anche agli eventi annullati.

«La categoria è compatta e collaborativa nel seguire le disposizioni contro il coronavirus – spiega la vicepresidente Ava, Stefania Stea -. A Venezia si tratta di casi isolati e l’obiettivo condiviso è di fronteggiare questa situazione con la massima disponibilità per uscirne e tutelare le imprese e i 25 mila posti di lavoro che il settore alberghiero e turistico garantiscono in città. Dopo l’acqua alta di novembre e il grande lavoro fatto per far arrivare al mondo un’immagine corretta, il turismo stava lentamente ripartendo ma, e lo ha evidenziato il Carnevale, non era ancora tornato ai livelli a cui eravamo abituati. Dobbiamo uscire presto da questa emergenza e poi lavorare tutti insieme per evitare che abbia effetti a lungo termine. Su questo chiederemo la collaborazione delle istituzioni e in particolare del Ministero».

Coronavirus

«Non è facile per le imprese che hanno investito sul Carnevale rinunciare alle ultime iniziative ma la salute è la priorità e comprendiamo l’esigenza di misure restrittive nell’imminenza della situazione – aggiunge Stea -. Speriamo però che restino circoscritte a questa fase di intervento urgente e che, grazie agli efficaci sistemi di prevenzione sanitaria messi in atto, possano essere ridimensionate e riportate presto verso una normalità che permetterà alle imprese di rimettersi in pista prima dell’alta stagione».

Le disdette

«È difficile in queste ore avere un quadro preciso ma si stima che al momento le disdette superino il 40%. E il dato va crescendo – evidenzia il vicedirettore Ava, Daniele Minotto -. I soci ci chiedono indicazioni sul comportamento da tenere in questa fase e come gestire le cancellazioni. Le difficoltà riguardano in particolare gli eventi già programmati: se le cene in hotel, al pari di quelle dei pubblici esercizi, possono essere confermate, dovranno invece essere cancellati balli in maschera, feste, dibattiti e proiezioni. Tra l’effetto paura e le conseguenze di questo eventi annullati è difficile essere fiduciosi ma tutto dipende dalle decisioni che saranno prese a marzo. Se saranno stabilite misure simili a quelle della Lombardia, come il coprifuoco, la situazione potrà solo peggiorare. Ovviamente si tratta di uno scenario che non vogliamo neppure considerare.

AVA

L’Associazione in queste ore è attiva e pronta a farsi avanti con il governo affinché possano essere garantiti alle aziende tutti gli strumenti, a partire dalla moratoria su tasse e mutui, necessari per superare questo momento di difficoltà economica (acqua alta e coronavirus)». «Comprendiamo le paure diffuse – aggiunge Minotto – ma al tempo stesso siamo consapevoli che il nostro sistema sanitario sta tenendo e crediamo che l’immagine di efficienza del nostro territorio alla fine sarà premiata. Ai turisti ricordiamo che la città è fruibile e che i servizi, eccetto alcuni uffici pubblici, sono operativi: non ci sono le motivazioni per giustificare rinunce e rinvii da parte degli ospiti».

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