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Andrea Causin: attacco sui social dopo il suo voto pro Conte

Insulti e attacchi sui social contro il veneziano Andrea Cusin che ha cambiato per l'ennesima volta il partito che lo ha eletto per appoggiare il governo Conte. Lui, maestro nell'arte di sfilarsi senza dare le dimissioni, ha detto in un intervista, mi sento orfano di un contenitore liberale europeista

Insulti e attacchi sui social contro il veneziano Andrea Causin che ha cambiato per l’ennesimo volta il partito che lo ha eletto per appoggiare il governo Conte. Lui, maestro nell’arte di sfilarsi senza dare le dimissioni ha detto in un intervista “mi sento orfano di un contenitore liberale europeista”.

Andrea Causin e il voto pro Governo Conte

E poi dicono che i veneti non contano a Roma. Il governo Conte si è retto proprio grazie al voto di un veneziano di Martellago, Andrea Causin, peccato che per dare il suo appoggio abbia dovuto lasciare il partito che lo aveva fatto diventare senatore. Ad Andrea Causin Gli fischiano le orecchie da un paio di giorni , da quando con il suo voto ha salvato in extremis Giuseppe Conte tradendo le indicazioni del suo partito Forza Italia.

Sono scattati gli insulti sui social

Sui social gli insulti si sono sprecati e il suo nome associato alla parola traditore. Ma lui 48 anni sposato con due figli di 16 e 8 anni, ha dichiarato che la cosa lo ha lasciato indifferente. L’espulsione dal partito era scontata e ha dichiarato in un intervista rilasciata al gazzettino che forza Italia non è più quella di una volta, nel centrodestra prevale il sovranismo e l’antieuropeismo e ha aggiunto, uno come me che viene dal mondo cattolico e democratico è su una linea di confine: siamo un po’ orfani di un contenitore liberale europeista. Il cambio di casacca insomma lo ha deciso perché sono cambiati i partiti lui invece è rimasto sempre lo stesso.

La storia di Andrea Causin

Ha iniziato a 22 anni con il partito popolare di Martinazzoli come semplice consigliere comunale di Martellago poi consigliere regionale con il PD nel 2013 diventa deputato nella lista di Mario Monti e poi nel 2018 diventa senatore della dc.

Ora potrebbe profilarsi un nuovo incarico nel futuro partito di Conte. Vien da chiedersi se chi lo ha eletto finora lo ha fatto perché voleva proprio lui o perché credeva nel partito che lo presentava, ma i fatti non cambiano lui è senatore, mentre tutti gli altri sono solo elettori.

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