Servizi Cultura e spettacolo

Dalla parte degli animali – con Monsignor Ermenegildo Fusaro e l’associazione a lui dedicata

La figura di Monsignor Ermenegildo Fusaro non è caduta nell'oblio dopo la sua morte. La missione dell'associazione è quella di far conoscere la vita esemplare e le opere, tantissime opere, di questo religioso

La figura di Monsignor Ermenegildo Fusaro non è caduta nell’oblio dopo la sua morte, avvenuta nel 2002, al contrario il carisma che lo distingueva acquista una luce sempre nuova grazie a una piccola schiera di devoti.

Monsignor Ermenegildo Fusaro

La missione dell’associazione MEF – Monsignor Ermenegildo Fusaro, è quella di far conoscere la vita esemplare e le opere, tantissime opere, di questo religioso, rettore di San Rocco a Venezia per quasi 50 anni.

Ed è proprio nel campo dove sorgono la chiesa e la scuola dedicate al protettore contro la peste che periodicamente si incontrano artisti e intellettuali, volontari e simpatizzanti impegnati a mantener vivo l’interesse per questo illuminante teologo che ha anticipato il pensiero antispecista oggi sempre più diffuso

Il commento di Arturo Berlati, presidente associazione MEF

“L’associazione MEF di Venezia ha il compito di divulgare con impegno e fedeltà l’opera omnia di Monsignor Fusaro, uomo che ha fatto della sua vita una missione, sempre attento ai bisogni materiali e spirituali delle persone e che dovrebbe essere considerato un Beato contemporaneo, qualcuno che la storia e la società dovrebbe ricordare per i suoi gesti e il suo amore”.

E nel percorso dell’associazione MEF, decisiva è stata la creazione dell’immagine simbolo, un ritratto disegnato da Giuseppe Pasqualetto che racconta molto di Monsignor Fusaro e che si imprime con forza nella mente di chi guarda.

Il commento del disegnatore Giuseppe Pasqualetto

“Questo disegno è nato dalla fede che mi ha aiutato a superare certe difficoltà tecniche. Ho cercato di creare un Monsignore che ha cercato di divulgare l’amore verso gli animali che sono creature di Dio. Come sfondo la chiesa di San Rocco dove ha prestato servizio per una quarantina d’anni”.

Per chi l’ha conosciuto il ricordo di quel prete dalla lunga tonaca travalica il muro del tempo e continua miracolosamente a comunicare

Il commento di Alessandra Toso ex collega di Mons. Fusaro

“Passando di qui ho visto questa immagine e mi sono tornate alla memoria tante cose: lui sapeva sempre comunicare con i giovani in modo molto equilibrato e poi aveva sempre la battuta pronta, la battuta tipica del veneziano, che non oltrepassa mai ma è sempre così elegante e simpatica. Sapeva creare attorno a sé un’aura di tranquillità e di serenità. Cosa insegnava? insegnava religione, con la sua bella e lunga tonaca nera”.

Il commento di Gilberto Paggiaro dell’associazione MEF

“Passavo a San Rocco a mezzogiorno e stabilmente lui puntuale alle 12 era fuori dalla chiesa che distribuiva il mangime ai colombi, negli anni 60-70. Era un’istituzione.

Se lo facesse adesso sarebbe multato… Monsignor Fusaro ha preso diverse multe dal sindaco Cacciari che lo richiamava per questo e lui diceva: voi fate il vostro dovere però io non le pago”

Uomo di vasta cultura, malgrado la nascita, nel 1914 a Marcon, in una povera e numerosa famiglia di contadini, Monsignor Fusaro si rivolgeva costantemente all’arte. Nella sua prolifica produzione di scritti per lo più filosofici, troviamo anche un guida a San Rocco, luogo di tutta una vita.

Il commento di Marco Dolfin, storico dell’arte

“Questo piccolo libro è una sorta non solo di guida della chiesa di San Rocco e della scuola ma anche uno studio, un piccolo saggio sulla figura del Santo e quindi della sua iconografia nei dipinti e nelle varie rappresentazioni

Di che anno è la guida di Monsignor Fusaro? La guida è del 1965, la cosa interessante e che non è una guida turistica degli spazi come ce ne sono tante ma un saggio che interessa più aspetti e si sofferma sulla figura di San Rocco, sulla tradizione, le feste veneziane, il folklore, a sua iconografia”.

Anche la musica ha nutrito a lungo l’anima di Monsignor Fusaro, ecco perchè tanti musicisti lo amano e gli rendono omaggio come il Trio Concentus Veneziani

Il commento di Brunella Carrari, soprano, Trio Concentus Venetiani

“La nostra idea è quella di fare un concerto sacro proprio nella chiesa di San Rocco dove lui è stato rettore per tanti anni. Ci auguriamo a breve di poter fare questo concerto in memoria sua e dell’associazione a lui dedicata”.

E proprio la clavicembalista dell’ensemble, Zoya Karapetyan, ha tradotto in russo uno dei testi più impegnativi di monsignor Fusaro, “L’anticristo, ombre e luci della società attuale”

Il commento di Zoya Karapetyan musicista – autrice della traduzione

“Per far conoscere alle persone di tutto il mondo il messaggio di Mons Ermenegildo Fusaro ho tradotto in lingua russa il suo libro “L’anticristo – Ombre e luci della società attuale”

Che diffusione avrà in Russia? Abbiamo pensato di regalare un esemplare alle biblioteche in Russia, a Mosca e in altre città”.

Nel fatidico 1968 Monsignor Fusaro ricevette il premio bontà e l’anno dopo il premio nazionale della cultura, adesso sarebbe forse il momento che colui che ha teorizzato l’esistenza dell’anima anche nei nostri fratelli più piccoli, il patrono degli animali del terzo millennio fosse finalmente riconosciuto in maniera ufficiale, un modo per affermare pubblicamente quanto gli siamo debitori, ed è solo l’inizio…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button