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L’Associazione AVAPO di Mestre racconta la sua storia

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Da circa 30 anni l’Associazione AVAPO si prende cura dei malati terminali, con un’equipe di volontari e professionisti che sostengono anche le loro famiglie

L’Associazione AVAPO nasce a Mestre nel 1991, quando ancora si parlava poco di cure palliative. Esisteva un reparto al Policlinico San Marco di Mestre, diretto dal Dott. Menegaldo, che è poi diventato il primo Presidente dell’Associazione. Nel tempo si è rivolto lo sguardo alla volontà delle persone malate di cancro di voler essere assistite nel nido della loro famiglia piuttosto che nelle strutture ospedaliere.

Stefania Bullo, attuale Presidente dell’Associazione AVAPO di Mestre, ci spiega che l’evoluzione culturale avvenuta negli ultimi anni ha fatto si che le persone potessero essere assistite nelle loro case e accompagnate nell’ultimo periodo della loro vita, con l’ausilio sanitario e psicologico di volontari e professionisti. È dal 1998 che l’Associazione AVAPO eroga il servizio di cure palliative a domicilio, che viene svolto in convenzione con l’Azienda ULSS del territorio di Mestre, del comune di Marcon e di Quarto d’Altino.

In terraferma ci sono 33 posti a disposizione per i malati terminali, tra il Policlinico San Marco e il Centro nazaret di Zelarino, e 8 a Venezia. In realtà, le persone attualmente seguite dall’AVAPO sono molte di più. Circa 238 famiglie usufruiscono dell’ausilio di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi e psiconcologi e volontari messi a disposizione dall’AVAPO. Il Comune di Venezia ha anche lasciato due ex-aule del “Gramsci” da utilizzare come deposito per le attrezzature sanitarie.

Oggi si sta estendendo il servizio psicologico a tutto il territorio coperto dall’ULSS, e i volontari sono formati nel saper dialogare, parlare e anche stare in silenzio vicino alle persone assistite che hanno l’accompagnamento garantito dall’abitazione alla struttura ospedaliera. Non ci resta che ringraziare quanti prendono parte a questa magnanima Associazione che opera innanzitutto col cuore.

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