Finalmente è arrivata la Zes a Venezia, quasi fuori tempo massimo. La zona economica speciale, battaglia di tutte le battaglie del presidente di Confindustria di Venezia e Rovigo Vincenzo Marinese, è l’argomento di una mozione parlamentare approvata tra martedì e mercoledì.

Significa che sarà avanzata la richiesta all’Unione Europea per l’istituzione di quest’area che potrà accogliere attività produttive con agevolazioni fiscali e supporti economici entro il 31 dicembre 2019. Data oltre la quale non si poteva andare.

La Zes e il Sud

L’ex ministra per il Sud Barbara Lezzi, in quota Cinque Stelle, aveva detto alla Zes di Porto Marghera: “non è un’area depressa aveva detto come il sud”. Marinese non si era perso d’animo. “L’Europa non ci pone vincoli” aveva dichiarato. E aveva posto l’accento sulla crisi economica che aveva colpito Porto Marghera e il Polesine. Ora è arrivato il provvedimento.

La Zes nel mondo

“La Zes in altre parti del mondo – ha spiegato Marinese durante l’assemblea di Confidustria di quest’anno – si è rivelata un formidabile strumento di crescita e ha sviluppato mercati come la Giordania, il Marocco, la Turchia e la Polonia.”.

Riguardo le aree veneziane, potrebbero essere interessate, oltre a Porto Marghera, Campalto, Murano, Arsenale, Zona Portuale e Tronchetto. In una superficie complessiva di 385 ettari oggi abbandonati. C’è poi l’area del Polesine In questi siti possono esserci investimenti, con crediti d’imposta ed esenzioni e riduzioni sui contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori. Il tutto insieme a semplificazioni amministrative, che rendano meno burocratica l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie agli insediamenti produttivi.

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