Arrestato dai Carabinieri un 39enne che aveva allestito una finta carrozzeria a Gargidiano di Scorzè come copertura per lo spaccio

I Carabinieri della Tenenza di Mira hanno tratto in arresto negli scorsi giorni M.N., albanese classe 1980 regolare in Italia, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. I Carabinieri di stanza nella Riviera del Brenta, grazie ad una costante attività di monitoraggio del territorio, con particolare attenzione alle aree verdi ed esercizi  commerciali, ove sono soliti ritrovarsi i giovani tossicodipendenti locali, hanno individuato un’attività di interesse operativo e quello che sembrava il titolare di una carrozzeria, sospettato di essere invece l’ennesimo punto di riferimento per lo spaccio di Marijuana con ramificazioni in tutta la Provincia, laddove si pensi che la “carrozzeria” è posta in zona industriale a Gardigiano di Scorzè da dove lo spacciatore ed i tossicodipendenti facevano la spola.

Il capannone a Scorzè

Nello specifico il controllo è scattato presso un anonimo capannone di Scorzè al termine di una via isolata e senza sbocco della zona industriale/artigianale, quando i Carabinieri della Tenenza  “in trasferta” in borghese ed in uniforme, hanno avuto accesso ai locali, apparsi subito in preda al peggiore caos ed abbandono, quanto più lontano dall’idea di un’attività artigianale in corso.

Il magazzino della marijuana

Quello che si reputava il titolare, sebbene inizialmente al controllo non tradisse grande nervosismo, dissimulando la reale ragione dell’abbandono dell’officina, asseriva di non avere nulla da nascondere e che l’officina era operativa come si poteva constatare dall’auto posta sopra il ponte-sollevatore. I Carabinieri, che avevano invece il forte sospetto che l’auto dichiarata attività fosse solamente un “paravento”, decidevano di approfondire il controllo: la successiva perquisizione proprio dell’auto sul ponte permetteva di rinvenire un vero e proprio magazzino della Marijuana, con ben 44 confezioni termosaldate – in modo da evitare il fatale propagarsi di effluvi odorosi – che alla pesatura totale raggiungevano quasi 19 chilogrammi, alle quali si aggiungevano 10 grammi di Cocaina, nonché quasi 2.000 euro in contanti.

Facendo due conti, gli investigatori stimano il guadagno potenziale dello smercio al dettaglio in quasi 200.000 Euro, a fronte della beffa che l’uomo risulta aver percepito dall’INPS il sussidio di disoccupazione, cifra inoltre ben lontana dai potenziali guadagni delle riparazioni meccaniche.

L’arresto

All’arresto i Carabinieri sono giunti dopo una serie di arresti in flagranza di reato effettuati sul territorio di Mira e che hanno quindi consentito si sviluppare l’attività fino a giungere alla fonte di approvvigionamento della sostanza.

Per lo spacciatore scattavano quindi le manette, in attesa della sentenza di convalida, avvenuta oggi. Droga e denaro sono stati naturalmente sequestrati e sono in corso accertamenti sulla destinazione e sulla fonte di approvvigionamento dello stupefacente e su possibili suoi complici nell’illecita attività di spaccio

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