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Arpav: il 2019, uno dei tre anni più caldi degli ultimi 26 anni

Il 2019 è stato un anno particolarmente caldo nel Veneto, tra i primi tre dal 1992 secondo i dati dell'Arpav. Un anno che ha confermato chi parla di tropicalizzazione del clima con siccità, tornadi e bombe d'acqua

E’ stato un 2019 caldo uno dei tre anni anni più caldi dal 1992, ossia degli ultimi 26 anni secondo l’Arpav. Un anno prossimo ai record che non si è smentito sino alla fine, con i forti venti di scirocco e che si sono scatenati il 12 novembre scorso formando per mezz’ora un autentico tornado che ha devastato Venezia.

Dati Arpav

Il 2019 ha portato nel veneto le temperature degli anni più caldi da quando è cominciato il terzo millennio ossia del 2014 e del 2018 e in alcuni casi, soprattutto in montagna, del 2015. Nel 2019 la temperatura media annuale è aumentata di 0,9 gradi C rispetto alla media di riferimento calcolata dal 1992 al 2018.

Temperature da record

La primavera ha registrato un andamento altalenante con marzo molto siccitoso e più caldo della norma, specie nei valori diurni, mentre aprile e maggio sono stati caratterizzati da frequenti condizioni di tempo perturbato, con anomale discese di correnti fredde che hanno mantenuto valori termici piuttosto bassi fino a fine maggio e con frequenti precipitazioni tra le più abbondanti dal 1992, dopo quelle del 2013.

L’estate è stata tra le più calde degli ultimi 28 anni sia per le temperature minime che per le massime, classificandosi al secondo posto dopo quella del 2003. Per quanto riguarda le piogge è stata tra le più siccitose, posizionandosi al quarto posto dopo il 2001, il 2012 e il 1994.

In autunno, settembre è risultato in media moderatamente più caldo rispetto alla norma e leggermente meno piovoso. Ottobre è stato piuttosto secco e caldo, novembre eccezionalmente piovoso e nevoso in quota e mediamente più caldo. Specie nei valori minimi, a causa di frequenti eventi sciroccali, l’inverno è stato in media più caldo della norma.

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