La Voce della Città Metropolitana

Armando Tivelli: difficoltà dei presidi tra green pass e carenza di personale

I presidi scolastici stanno vivendo ore difficili tra green pass, carenza di personale amministrativo e spazi di un metro tra banco e banco da rispettare. Il presidente regionale dei capi di istituto Armando Tivelli, nostro ospite di oggi, azzarda che forse le distanze si accorceranno a 85 centimetri.

In questa nuova puntata di La Voce della Città Metropolitana parliamo con il rappresentante dei presidi in Veneto, Armando Tivelli, una nostra vecchia conoscenza che abbiamo già intervistato in periodo di lockdown.

Questa volta i presidi sono chiamati a una dura prova: quella di controllare il Green Pass di ciascun insegnante, insieme al controllo degli studenti attraverso tamponi. Un’impresa titanica che si aggiunge a quella non semplice di gestire una scuola, specie di questi tempi. Grazie ad Armando per essere qui con noi.

Qual è la situazione nelle scuole in questo momento?

“Stando alle notizie che ho al momento, l’inizio non è stato caotico come si temeva. È anche vero che il numero di dipendenti presenti a scuola in questi giorni non rispecchia il personale al completo. Si tratta per ora del personale ATA, o amministrativo tecnico ausiliario, e di alcuni docenti che iniziano a essere in servizio in presenza. Alcune attività di tipo collegiale possono invece svolgersi ancora a distanza”

Si dice che il 95% degli insegnanti nella Regione Veneto sia vaccinato. Avete avuto modo di verificarlo?

“Sì, anche io sento numeri del genere e significherebbe che siamo a un passo dal traguardo della piena vaccinabilità, fatta eccezione che per quelle persone che per problemi di salute sono esenti dalla procedura vaccinale. Noi stiamo iniziando a controllare perché, come dice il decreto del 6 di agosto, il personale della scuola può entrare a scuola solo se in possesso di Green Pass”, ha detto Armando Tivelli.

Per il momento quindi il controllo è affidato a voi, ma state aspettando che il Ministero vi fornisca tecnologie per agevolare l’operazione.

“Esatto. Fin dai primi giorni dall’emanazione del decreto, i nostri rappresentanti nazionali ci avevano segnalato la necessità di adottare una soluzione automatizzata. Il dubbio era infatti di non riuscire a gestire in tempi ragionevoli il flusso dei docenti, una volta cominciate a pieno regime la attività didattiche.”

E quando è previsto che arrivi questa soluzione?

“L’ipotesi è che tra il 10 e l’11 settembre potremmo già esserne dotati. Questo consentirebbe un enorme sgravo rispetto ai tempi di controllo fatti di persona.”

A quanto ammonterebbe il tempo risparmiato? Il rischio sarebbe altrimenti quello di causare uno slittamento nell’inizio delle lezioni.

“In questo caso, sarebbe necessario che gli insegnanti arrivassero prima dell’inizio delle lezioni. Non possiamo pensare di scaricarne le conseguenze sugli studenti. La piattaforma di verifica del Green Pass che stiamo usando in questi giorni non crea problemi fintanto che i numeri restano sulle poche decine, anche perché si può delegare più di un addetto a eseguire il controllo.”

Certo, tuttavia quando si ha a che fare con scuole con centinaia di insegnanti la situazione si fa più complessa. Ha ricevuto lamentele a riguardo in questi giorni?

“Da ieri non ho ricevuto lamentele particolari, e mi risultano siano pochi i casi in cui il personale non fosse munito di certificazione. Si tratta tuttavia di un campione di popolazione dipendente delle scuole ancora ridotto rispetto al totale. Siamo pertanto in attesa di poter utilizzare una soluzione automatizzata che ci riveli senza intoppi chi del personale scolastico non fosse in regola”, ha detto ha detto Armando Tivelli.

Cosa spaventa di più i presidi dei giorni a venire?

“Ormai non ci spaventa quasi più nulla. Battute a parte, è da un anno e mezzo che viviamo in emergenza. Già l’anno scorso nelle scuole superiori sono stati impiegati molti modelli organizzativi a cui abbiamo dovuto continuamente adeguarci, e pensa ci siano serviti molto come forma di allenamento per queste situazioni.”

Teniamo conto che potrebbero esserci dei ragazzi positivi. Alcuni sono vaccinati, altri non vaccinati. Ci sono quarantene diverse: 7 giorni per chi è vaccinato, 10 giorni per chi non è vaccinato. Sarà un problema gestire il tutto.

“Sì, anche perché sarebbe stato meglio unificare i periodi. La gestione di periodi diversi può sfuggire facilmente alla struttura organizzata. Iniziano ad esserci molte particolarità. Ad esempio, ci sono quelli che rimangono positivi a lungo che però possono essere riammessi dopo 21 giorni. Bisogna controllare, per quanto possibile, caso per caso.

Non è facile, specialmente per una questione irrisolta da tempo: le segreterie sottodimensionate in questo periodo. Il personale è ridotto abbastanza all’osso e questo costituisce un problema perché gli adempimenti che si sono accumulati a causa del Covid19 -e che forse continueranno ad accumularsi per un lungo periodo di tempo- comunque gravano.”

Sono pochi perché non sono state rinnovate le assunzioni?

“Ci sono due ragioni. In questi giorni sono state fatte delle assunzioni, ma non tutti i posti sono stati coperti. Molte scuole hanno segnalato di essere senza DSGA, senza assistenti amministrativi eccetera. Adesso, nei prossimi giorni, quando verrà attivata la possibilità di poter chiamare i supplenti ovviamente le scuole inizieranno.

Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli di una cosa: quando si chiamano supplenti si ricorre all’articolo 59 del vecchio contratto collettivo nazionale lavoro del comparto scuola del 2007 ovvero persone che sono della categoria ATA, ma che non hanno mai fatto quel lavoro. Per loro è comunque possibile mettersi in graduatoria ed essere chiamati per iniziare. Si tenga conto che in determinati istituti, in particolare quelli del primo ciclo, a volte le segreterie si riducono al DSGA più tre assistenti”, ha detto ha detto Armando Tivelli.

Il Covid ci ha costretto quindi a ricordarci di quel mondo poco considerato delle segreterie scolastiche.

“È utile sottolineare questo. Ho sempre sostenuto, in tutte le occasioni, che invece è fondamentale. L’idea della scuola che funziona da sola è forse un’utopia. Per qualsiasi procedura è necessario l’intervento di personale amministrativo. ”

Mancano insegnanti quest’anno?

“Quest’anno ne sono stati di recente immessi in ruolo diversi. Manca però ancora un certo numero di persone che speriamo di poter reclutare quanto prima. L’importante è che si abbia possibilità di farlo il prima possibile.”

Un’altra questione sono gli spazi, il distanziamento, la DAD. Siete riusciti a trovare la quadra?

“Poco. Per decenni la programmazione dell’edilizia scolastica è stata la “Cenerentola”. Il Covid ha evidenziato che, se vogliamo tenere i ragazzi distanziati, ci troviamo a combattere contro le classi “pollaio”. Il problema è mettere gli studenti in spazi ristretti non adeguati. Le richieste ufficiali sono di mantenere il metro di distanza. Perché, allora, negli ultimi anni non si è pensato di pianificare queste cose?”

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