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Venditti: grazie Roma, sei nata sotto il segno dei pesci

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antonello venditti
Antonello Venditti, ieri sera ha cantato "Grazie Roma", a settembre in Arena festeggerà "Sotto il segno dei pesci".

In una notte di “Grazie Roma” cantata in ogni luogo della capitale, non poteva mancare l’esecuzione dell’autore, cioè Antonello Venditti, che sta preparando i festeggiamenti per i 40 anni di “Sotto il segno dei pesci”, uno dei suoi album migliori.

Come (forse) saprete, ieri sera all’Olimpico la Roma ha sconfitto il Barcellona, nei quarti di finale di Champions League con un secco 3-0, guadagnandosi l’accesso alle semifinali. Per l’occasione, Antonello Venditti ha pubblicato su Facebook QUESTO VIDEO nel quale (dal giardinetto di casa) canta a cappella la mitica “Grazie Roma”, scritta per festeggiare il secondo scudetto giallorosso, conquistato l’8 maggio 1983.

Il brano era uno dei due inediti, insieme alla title track, dell’album dal vivo “Circo Massimo”, uscito in quello stesso 1983, cinque anni dopo uno dei capolavori del cantautore romano “Sotto il segno dei pesci”, i cui 40 anni saranno celebrati con un concerto-evento all’Arena di Verona il prossimo 23 settembre. (BIGLIETTI) 

Uscito in un periodo cupo e terribile della nostra storia recente, l’8 marzo 1978, una settimana prima che le BR sequestrassero Aldo Moro assassinando gli uomini della scorta, “Sotto il segno dei pesci” segna l’apertura di un nuovo percorso musicale per Venditti, allora trentenne in cerca di sonorità e tematiche che dessero nuovo slancio alla sua carriera, dopo aver lasciato la casa-madre artistica, la RCA.

Prodotto da Michelangelo Romano e con una copertina, firmata da Mario Convertino, destinata a diventare iconica (e riprodotta nella locandina dell’evento scaligero), stando a quanto dice lo stesso Antonello Venditti: «È stata la mia svolta musicale, poetica. Il mio disco più importante, in cui c’erano tutti i miei temi: la politica e i suoi riflessi sulle persone (“Sotto il segno dei pesci”), la comunicazione (“Il telegiornale”), il viaggio dentro e fuor di metafora di “Bomba o non bomba”, la droga (“Chen il cinese”), la tenerezza per “Sara”, l’amicizia con De Gregori (“Scusa Francesco”)».

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