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Annamaria Cattelan: non ci aspettavamo il Covid in Italia

Il primario delle malattie infettive di Padova, sostiene che il virus si è indebolito. Questa l'analisi a bocce ferme della dottoressa Annamaria Cattelan

Il coronavirus in Italia è diventato più debole tanto che Franco Locatelli presidente del Consiglio Superiore di Sanità ha dichiarato che la 2° ondata sarà più debole della prima. Il governatore Luca Zaia ha chiesto all’infettivologa Annamaria Cattelan di comunicare il lavoro svolto dalle malattie infettive durante la pandemia di Covid-19. La dottoressa è anche membro del comitato tecnico-scientifico del Veneto.

Annamaria Cattelan

«Noi che abbiamo lavorato nei reparti di malattie infettive siamo stati e siamo ancora in trincea in questa guerra al coronavirus – ha detto Annamaria Cattelan – Questa guerra ci ha un po’ colti di sorpresa, perché non pensavamo che il virus potesse arrivare in Italia, ma abbiamo saputo combatterla molto bene. Dal giorno della prima infezione è cambiato tutto. È stato subito messo in moto un piano emergenziale, frutto di un lavoro di squadra, ed è stato lo strumento che ci ha permesso di ottenere dei risultati eccellenti.

Malattie infettive

Nelle malattie infettive abbiamo creato un triage avanzato, che ci ha permesso di controllare attraverso i tamponi tanti pazienti potenzialmente positivi, ma anche di creare un protocollo di messa in sicurezza degli operatori. I dati a nostra disposizione sono eccellenti perché è vero che tra i nostri pazienti c’è un’alta percentuale di accesso alla rianimazione e alla terapia sub-intensiva, ma forse anche questo ci ha permesso di tenere basso il tasso di mortalità. Abbiamo poi trattato i nostri pazienti con delle terapie farmacologiche che hanno avuto successo e senza grosse tossicità».

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