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Dune fossili di Rosada: la fototrappola immortala un tasso e un istrice

Un po' per la tranquillità regalata dalla pandemia, un po' per gli interventi umani mirati, le dune fossili di Rosada in Polesine, sono diventate un sito di rilevante interesse ambientale, ricchissimo di fauna selvatica. Come il tasso e l'istrice che sono stati immortalati da una fototrappola notturna

Un Tasso e un Istrice si aggirano notte tempo fra le Dune fossili di Rosada, nel comune di Ariano Polesine in provincia di Rovigo. L’animale più curioso e vivace è il tasso dall’inconfondibile mascherina bianca sul muso appartenente alla Specie Protetta della famiglia mustelide. Più cauto e guardingo è l’istrice, ovvero il roditore di maggiori dimensioni che si ciba di frutta bulbi e cortecce.

Gli animali presenti nella zona

Entrambi i mammiferi dalle abitudini crepuscolari e notturne sono stati ripresi con una fototrappola posizionata da un attivista del WWF. Il sito è stato oggetto di diversi interventi realizzati da “Veneto agricoltura” nel corso del 2020. Ovvero pulizia e ripristino dei sentieri, diradamento della vegetazione, sistemazione delle aree adiacenti agli stagni.

Dune fossili di Rosada

In breve tempo la zona delle dune fossili di Rosada, che ricordiamo sono importanti relitti dell’antica linea costiera Adriatica. Da area degradata e ricolma di rifiuti si è trasformata in un luogo di notevole interesse ambientale. In quest’area “Veneto Agricoltura” ha eseguito una serie di interventi a basso impatto, realizzati con un limitato uso di attrezzature a motore o di mezzi meccanici puntando soprattutto alla conservazione naturalistica.

I lavori hanno ripopolato l’area

Sono stati abbattuti alberi schiantati o pericolanti, quindi sezionati lasciandoli in loco facendoli diventare alberi Habitat in grado di favorire cioè l’attività microbica e di fornire quelle nicchie ecologiche che sono un elemento cardine nella gestione forestale sostenibile.

Tutto questo ha giovato non poco al miglioramento del luogo, tanto che sono davvero numerosi i visitatori che hanno ripreso a frequentarla compresi gli amanti della fotografia attratti dalla ricca fauna selvatica che qui trova rifugio, come appunto il tasso e l’istrice ripresi dalla fototrappola che in queste dune evidentemente hanno trovato il loro habitat ideale

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