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Alberto Franchetti, un compositore da riscoprire

A Reggio Emilia, e non solo, alla scoperta del compositore torinese Alberto Franchetti, che godette della stima e della fiducia di Giuseppe Verdi e alcune sue opere furono dirette da Arturo Toscanini e da Gustav Mahler

Il compositore torinese Alberto Franchetti (1860 – 1942), anche se da ormai troppi anni il suo nome è conosciuto solo fra gli esperti del settore, godette della stima e della fiducia di Giuseppe Verdi e alcune sue opere furono dirette da Arturo Toscanini e da Gustav Mahler.

La riscoperta di Franchetti

Alberto Franchetti nacque da Raimondo Franchetti e Luisa Sara Rothschild in una famiglia ebrea che aveva ottenuto il titolo di barone (concesso ad Abramo Franchetti nel 1858 da Vittorio Emanuele II). Nel 1888 sposò Margherita Levi (i due divorziarono nel 1897) dalla quale ebbe Raimondo, celebre esploratore. Studiò a Venezia, a Dresda (con Felix Draeseke) ed al conservatorio di Monaco di Baviera sotto la guida di Josef Rheinberger.

Nel 1886 si affermò con una Sinfonia, conservando nella sua vasta produzione l’impronta musicale della cultura tedesca, la corrente di rinnovamento avviata in Italia. L’esplosione del movimento verista e delle vicende storiche nelle quali si svolsero gli ultimi anni della sua vita contribuirono a farlo diventare un musicista appartato, sopravvissuto ai riconoscimenti tributatigli particolarmente nello scorcio dell’800.

Dotato di sicura tecnica orchestrale, appresa alla scuola germanica, Franchetti cercò di conciliare l’eloquenza melodica del melodramma italiano con le grandi sonorità e gli effetti spettacolari tipici dell’opera tedesca, sul modello di Meyerbeer e Wagner. Di conseguenza le sue opere liriche sono caratterizzate dalla magniloquenza della forma e dall’enfasi lirica. Dopo aver composto molte opere nel periodo 1888-1924, verso la fine degli anni Venti si ritirò a vita privata e morì pressoché dimenticato a Viareggio, dove fu sepolto nel locale cimitero ebraico.

Per riscoprire e ricordare  questo straordinario e pressocché sconosciuto personaggio, l’Associazione per il musicista Alberto Franchetti di Reggio Emilia (il maestro è stato reggiano di adozione) ha deciso di realizzare la prima rappresentazione assoluta di una sua opera comica, finora inedita. Per l’omaggio di Reggio al compositore, un calendario di iniziative culmina, infatti, in occasione degli 80 anni dalla sua scomparsa, nella prima rappresentazione assoluta- al Teatro Municipale Valli, nella prossima primavera – di “Don Bonaparte”.

Il programma

Per quanto riguarda il programma delle iniziative organizzate, il primo incontro, previsto per il 15 novembre alle 18 nella Sala degli Specchi del Teatro Valli, vedrà il musicologo Piero Mioli, il direttore d’orchestra Alberto Martelli e la regista Giulia Bonghi parlare di Franchetti e, in generale, della sua opera.

Al termine della conferenza, il soprano Angela Nisi e il baritono Maurizio Leoni, accompagnanti al pianoforte da Francesco Melani, eseguiremo alcuni brani tratti dal “Don Bonaparte”. Sempre nella suggestiva Sala del teatro Valli, ma il 25 novembre alle 18, ci sarà la proiezione del film “Don Bonaparte” contenente la versione in prosa della commedia interpretata da Ermete Zacconi e approfondimenti sulla figura di Giovacchino Forzano (l’autore del libretto).

Ancora, nello stesso periodo, alla Biblioteca Panizzi si potrà visitare la mostra “Alfredo Franchetti e l’ultima opera Don Bonaparte. 1939-1941”. “Don Bonaparte è un’opera in larga parte corale – spiega Alberto Martelli – che riserva al coro un ruolo davvero importante. I terzetti e i quartetti, infatti, sono più frequenti delle pagine solistiche. Anche se il protagonista ha un monologo considerevole, un’aria davvero bella.”

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