I vigili del fuoco fanno il punto dell’attività immane messa in campo in queste due settimane per fronteggiare l’acqua alta in vista della festa di Santa Barabara, patrona del corpo in programma domani.

Gli interventi

40 interventi in tre giorni. Sono i numeri incredibili che i vigili del fuoco snocciolano in queste ore per spiegare l’emergenza scattata il 12 novembre. Dagli allagamenti, ai corto circuiti, alle persone bloccate in casa da portare in salvo fino agli incendi, tantissimi legati al contatto dell’acqua con gli impianti elettrici. Pellestrina è l’isola che più ha sofferto questo fenomeno.

L’edicola

Tra i tanti interventi anche l’individuazione dell’edicola trascinata via dall’acqua alta e rinvenuta nel canale della giudecca. “Oltre all’importanza di quella struttura per l’edicolante, quel manufatto in sé costituiva un percolo per la navigazione in un punto sfiorato dalle grandi navi e dove incrociano battelli e taxi acquei.” ha dichiarato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giovanni Di Iorio.

Per lui è stato il battesimo del fuoco. E’ arrivato in laguna da sette mesi e l’acqua grande del 2019 gli ha fatto capire quanto è difficile operare nel centro storico veneziano. In Italia il rapporto deve essere di un pompiere ogni 2000 abitanti. A Venezia ogni 600. Nel caso dell’edicola ad esempio non è ancora stato possibile recuperarla, pesa e per tirarla fuori dal canale sarebbe necessario un pontone.

La terraferma

Mareggiata a parte, Venezia continua a richiedere più interventi rispetto alla terraferma, da dove anzi le chiamate di aiuto partite verso i vigili del fuoco sono diminuite. Unica voce in aumento sono i dissesti statici.

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