VENEZIA – La luce catturata a migliaia di metri di altezza, i colori del cielo al tramonto, la fragilità del corpo umano e l’imprevedibilità della ceramica. Sono questi alcuni degli elementi al centro di Radiance Breeds Hue (流光生色), mostra di arte contemporanea cinese ospitata a Palazzo Pisani Revedin dall’1 al 15 settembre 2026.
Curata da Samuele Baghdassarian, la mostra presenta le opere di due artisti cinesi, Su Yang e Li Yuduan, accomunati dall’utilizzo della ceramica, ma caratterizzati da due percorsi artistici molto diversi. Il progetto si inserisce nel contesto della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e dialoga con il tema di quest’anno, In Minor Keys, che invita a rallentare, ascoltare e prestare attenzione alle voci più sottili e meno rumorose dell’arte contemporanea.
Per Su Yang, artista, curatore e designer, la ricerca parte dalla fotografia. I suoi frequenti viaggi tra la Cina e l’Europa, e in particolare i voli verso l’Italia, diventano un’occasione per osservare il cielo dall’alto e catturare momenti fugaci: la luce del tramonto, le variazioni dell’atmosfera, i cambiamenti del colore. Queste immagini vengono poi trasformate in opere attraverso materiali diversi, tra cui ceramica e pannelli di alluminio.
«Il mio lavoro nasce dalla fotografia. Negli ultimi due anni ho viaggiato spesso verso l’Italia e, durante questi viaggi, ho catturato immagini del cielo, del tramonto e delle diverse trasformazioni della luce. Mi interessa fermare questi momenti proprio perché sono casuali e irripetibili», racconta Su Yang.
In alcune delle sue opere, le forme e i colori ricordano la pittura a inchiostro della tradizione cinese, creando un particolare incontro tra fotografia contemporanea e sensibilità orientale. La stessa ricerca sulla luce e sul colore prosegue nella ceramica, realizzata a Jingdezhen, la storica capitale cinese della porcellana.
«La ceramica è una forma di espressione molto legata alla cultura cinese. Durante la cottura ad alta temperatura, il colore dello smalto può cambiare e il risultato non è mai completamente prevedibile. Questa casualità mi affascina, perché fa parte del processo creativo», spiega l’artista.
Il rapporto tra controllo e imprevedibilità è infatti uno degli aspetti che Su Yang intende approfondire anche nei prossimi lavori. L’artista sta sperimentando materiali particolari, tra cui alcune polveri utilizzate nella medicina tradizionale cinese, cercando nuove trasformazioni attraverso il processo di cottura.
Diverso è il percorso di Li Yuduan, docente presso l’Accademia di Belle Arti dell’Università di Guizhou, l’artista lavora tra Pechino, Jingdezhen e Guiyang e da anni utilizza la ceramica per esplorare il corpo umano, il sogno, la memoria e la fragilità dell’esistenza. Le sue opere sono spesso di piccole dimensioni, ma caratterizzate da una lavorazione estremamente dettagliata. Tra i lavori esposti a Venezia, particolare attenzione suscita un teschio realizzato interamente in porcellana e decorato con immagini ispirate alla tradizione erotica cinese della dinastia Ming. Il contrasto tra la delicatezza della materia, la rappresentazione del corpo e il tema della morte crea una delle opere più significative del percorso espositivo. La fragilità della ceramica diventa inoltre parte integrante della ricerca dell’artista. Alcune opere sono così delicate che possono cambiare durante il trasporto, l’allestimento o da un’esposizione all’altra. L’imperfezione e la trasformazione della materia diventano quindi una metafora della vita stessa, che non può essere completamente controllata né sempre perfetta.
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti del mondo dell’arte, della cultura e dell’imprenditoria, tra cui Lisa Balasso, fondatrice della Venice Design Week e rappresentante dell’associazione Arte e Design Venezia, Silvia e la famiglia del brand Orovetro Murano, l’imprenditore veneziano Simone Ye, Ying Hong, presidente dell’Associazione Culturale della Nuova Via Marco Polo, e Liang Dongmei, direttrice onoraria del Museo d’Arte Xu Beihong in Grecia e curatrice internazionale del Centro per lo Scambio Artistico e Culturale della Grecia.
Durante l’evento, gli ospiti hanno firmato alcune bottiglie di vino e ricevuto in dono l’opera Ali Colorate (Colorful Wings), in un momento di condivisione che ha accompagnato l’inaugurazione della mostra.
A distanza di due anni dalla sua precedente esperienza espositiva a Venezia e Firenze, Su Yang torna quindi nella città lagunare con una ricerca che si è progressivamente ampliata dalla fotografia alla ceramica e alla sperimentazione di nuovi materiali. Dalla luce osservata a migliaia di metri di altezza alle trasformazioni imprevedibili della materia nel forno, Radiance Breeds Hue mette così in dialogo due artisti e due differenti modi di guardare il mondo. Da una parte il cielo, la luce e il colore di Su Yang; dall’altra il corpo, il sogno e la fragilità di Li Yuduan.
Due linguaggi diversi che si incontrano a Venezia attraverso la ceramica, creando un ponte tra la tradizione millenaria di Jingdezhen e la ricerca dell’arte contemporanea, e rafforzando ancora una volta il dialogo culturale tra Cina e Italia.
Jessica Jiang Siqi, TeleVenezia