31 milioni per la non autosufficienza del Veneto Orientale

L’Azienda Ulss4 ha approvato il piano per la non autosufficienza impegnando per l’anno corrente risorse che superano i 31 milioni di euro

“Se le risorse per la non autosufficienza sono cresciute in questa Azienda sanitaria – evidenzia il direttore generale Carlo Bramezza – è grazie all’attenzione che la Regione Veneto ha posto al tema della fragilità e più in generale alla non autosufficienza. I bisogni a cui rispondere sono veramente molti ma fortunatamente ora abbiamo le adeguate risorse da poter mettere in campo”.

“Più nel dettaglio – osserva ancora Bramezza – l’attenzione nei confronti della fragilità e della non autosufficienza da parte dell’Assessore regionale Manuela Lanzarin non è mai venuto mai meno, così come non è mai venuto meno il lavoro svolto sul fronte delle risorse economiche dall’Assessore regionale al Bilancio, Gianluca Forcolin, il sostegno profuso dai consiglieri regionali di riferimento per il nostro  territorio e non per ultimo quello dei Sindaci”.

Queste risorse avranno ricadute importanti sulle famiglie relativamente al supporto da dare ai bisogni dei propri cari. Anche sugli ospedali dell’Ulss4 che con le strutture residenziali del territorio hanno già da tempo avviato percorsi di integrazione e di collaborazione.

Le linee di intervento, sono illustrate dal direttore dei servizi socio sanitari dell’Ulss4, Mauro Filippi.

“Il fondo va a sostegno in particolare per le rette che le famiglie sostengono per il ricovero in casa di riposo, delle famiglie che si prendono cura di anziani e disabili a domicilio, alle persone con disabilità che vengono accolte nei centri diurni, nelle strutture residenziali per i casi di particolare gravità, o inserite in specifiche progettualità finalizzate ad aumentare e/o mantenere le abilità presenti. La programmazione permetterà anche di continuare a sostenere percorsi innovativi nell’ambito della non autosufficienza, in particolare volti al mantenimento e al recupero delle abilità personali, migliorando la qualità della vita di queste persone”. Si ricorda che attualmente sono 1200 i posti letto accreditati nelle strutture residenziali.

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