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Intitolata oggi Via Gigi Russo al “poliziotto sociale” di Marghera

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Gigi Russo

Il “poliziotto sociale” di Marghera ha ufficialmente da oggi una strada a lui intitolata: la cerimonia di inaugurazione di via Gigi Russo proprio a pochi passi dalla “sua” Questura.

Una cerimonia davvero molto partecipata, non solo per la presenza, accanto alla moglie Elena e alla figlia Tiziana, di tante autorità, dagli assessori comunali alla Toponomastica, Paola Mar, alla Coesione sociale, Simone Venturini, alla Sicurezza urbana, Giorgio D’Este, al presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, dal questore Angelo Sanna ai rappresentanti di tutte le forze di polizia. Ad assistere allo scoprimento della targa, benedetta dal parroco di San Pio X, don Giuseppe Volponi, c’erano davvero soprattutto tanti cittadini comuni.

“Oggi in effetti – ha sottolineato l’assessore Venturini – ricordiamo non solo un poliziotto integerrimo, ma un grande uomo che ha lasciato un profondo segno nella nostra comunità, sia come poliziotto che per la sua intensa attività per gli altri, per i disabili, per il recupero dei carcerati, per le persone in difficoltà.”

Gigi Russo ha svolto la sua attività di poliziotto a Marghera tra la fine degli anni Sessanta sino al 2000, attraversando periodi molto difficili per la storia della città (da quelli della contestazione, a quelli dei grandi scioperi, dagli anni del terrorismo a quelli della grande paura per la mafia del Brenta) operando sempre con grande passione e umanità e affiancando al suo lavoro l’impegno nel mondo civile: un impegno continuato anche dopo essere andato in pensione e portato avanti, nonostante una grave malattia invalidante, sino all’ultimo.

“Non conoscevo personalmente Russo – ha osservato Paola Mar – ma quando il consigliere di Municipalità Gianmaria Bellan e l’assessore Venturini, mi hanno chiesto, come assessore alla Toponomastica, di potergli dedicare una strada, spiegandomi quanto egli si sia speso per gli altri, ho portato avanti con entusiasmo il progetto. Siamo riusciti a intitolargli una strada in deroga alla normativa che prevede debbano passare almeno 10 anni dalla scomparsa, in appena due anni, proprio per il suo alto contributo allo Stato e alle istituzioni. La sua passione di vivere, il suo impegno giornaliero per gli altri, hanno oggi così anche questa ulteriore testimonianza.”

Commossi anche i ricordi portati dal questore Sanna, dalla moglie Elena e dal campione paralimpico Matteo Ardit, a nome dell’Associazione disabili Venezia, di cui Russo è stato l’anima per decenni. E’ toccato infine alla figlia Tiziana il compito di scoprire la targa della via che da oggi ricorda il “poliziotto sociale” di Marghera.

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