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Coaching for Sustainability, una professione al servizio del futuro. Attesi oltre 150 Coach da tutta Italia e dall’estero

Il 28 e 29 settembre 2017 ICF Italia, chapter nazionale dell’International Coach Federation (ICF), la più grande associazione di coach professionisti del mondo, con 31.000 membri in 141 nazioni, tiene a Venezia, presso Ca’Foscari/Ca’Dolfin, la propria  XIV Conferenza, con un ricco programma che vedrà confrontarsi professionisti eccellenti da anni impegnati in questa professione. Attesa la presenza di oltre 150 coach, provenienti da Italia, UE e USA.

Il primo tema della Conferenza, che verrà aperta alle ore 12:00 dal presidente di ICF Italia Luciano Boccucci, sarà un dibattito su il coaching per la sostenibilità plurigenerazionale delle imprese di famiglia. Le imprese di famiglia rappresentano l’ossatura dell’economia in Italia e nel mondo intero.

Il Coaching delle aziende familiari rappresenta l’approccio ideale per facilitare questo ricambio generazionale e sfruttare tale momento di discontinuità per ritrovare nuova energia e progettualità. Ad approfondire il tema saranno due coach di grande esperienza, Maurizio Bottaro e Luca Marcolin.

L’Osservatorio AIdAF-Unicredit-Bocconi sulle imprese familiari italiane ha recentemente rilevato che circa un quarto sono gestite da un imprenditore con un’età superiore ai 70 anni.

Ciò significa che nei prossimi anni un numero elevatissimo di PMI dovranno affrontare il tema del ricambio generazionale, un momento particolarmente delicato che coinvolge, ovviamente, sia l’impresa sia la famiglia proprietaria. Non tutti sanno che il termine ‘coach’ abbraccia un concetto più ampio di allenatori per la vita e per gli affari senza riferirsi esclusivamente al mondo sportivo.

Il life-motive della due giorni sarà “Coaching for Sustainability, una professione al servizio del futuro”.

Si parlerà di come il coaching dia un concreto contributo al processo di cambiamento continuo e sostenibile e come questa professione sia sempre più punto di riferimento coerente e di valore al servizio del futuro, sia per le imprese e le istituzioni, sia per i cittadini.  Sarà anche occasione per approfondire le scienze alla base del coaching, gli strumenti, i modelli e i sistemi di misurazione dei risultati ottenuti.

Nel corso della 2 giorni, sono previsti diverse decine di interventi. Tra gli ospiti più attesi: Magda Mook, polacca naturalizzata americana, numero 1 di ICF nel mondo, che illustrerà “Le tendenze del Coaching”; l’israeliana Lisa Bloom, che interverrà per “Raccontare la storia del cambiamento”; il tedesco Gerhard Roth, professore al Brain Research Institute dell’Università di Brema, che affronterà il tema “Coaching e cervello: basi neurobiologiche e processi di cambiamento efficace”; le statunitensi Karen Capello, che parlerà del “Group coaching: i 5 fattori chiave per un intervento sostenibile” e Marcia Reynolds, sul tema “Superare in astuzia il cervello: come padroneggiare la propria mente quando le emozioni prendono il sopravvento”.

I numeri del coaching (fonte: Rapporto Speciale Coaching 2017, a cura di Rosamaria Sarno, pubblicato nel numero di luglio/agosto della Harvard Business Review Italia).

I coach professionisti a livello mondiale sono oltre 53.000, di cui nella sola Europa quasi 19.000, per un giro d’affari globale superiore ai 2 miliardi di euro (di cui circa 800 milioni in Europa).

Il guadagno medio annuo di ciascun coach oscilla tra i 46.000 € (dato globale) ed i 50.000 € (dato europeo). Il compenso medio orario per una sessione di Coaching è di 210 euro a livello mondiale e sale a 260 € nel Vecchio Continente. Il numero medio di clienti attivi per coach è nell’ordine dei 10 – 11.

E’ una professione lievemente al femminile: I coach – sempre a livello globale – sono donne per il 59,6%  e per il 40,4% uomini.

Per oltre il 25% sono laureati di primo livello, per oltre il 63% di secondo livello (specialistica, master).

Quanto alle macroaree di attività, più dell’80% è Business Coaching, il resto Life Coaching e specializzazioni minori.

Queste percentuali sono confermate anche in Italia, nello specifico: 41,1% Business Organization, 15,7% Executive, 14,9% Leadership, 4,4% Carriera, 2% Small business.Le principali opportunità allo sviluppo della professione risultano: aumento della conoscenza dei benefici del coaching 38%; credibilità dei dati e del ROI del coaching 26%; miglioramento della percezione generale del coaching 20%.

I principali ostacoli sono invece rappresentati dai cosiddetti “abusivi” (cioè singoli individui che si fanno chiamare coach senza averne titolo) 54%.

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