Home Notizie Articoli di Cultura e Spettacolo Il Vaticano bandisce le sigarette

Il Vaticano bandisce le sigarette

157
vaticano
Il giovane Papa Jude Law, protagonista della serie televisiva "The Young Pope", diretta da Paolo Sorrentino.

Il Papa ha deciso di dare un taglio netto alla vendita di sigarette in Vaticano, ponendo fine a una delle maggiori fonti di reddito commerciale dello stato.

Francesco ha vietato la vendita di sigarette a dipendenti, religiosi e diplomatici del Vaticano a partire dal 2018, per non cooperare con una «pratica che danneggia la salute». Lo ha reso noto il portavoce pontificio, Greg Burke, spiegando che: «Secondo l’OMS, ogni anno il fumo è la causa di più di sette milioni di morti in tutto il mondo. Le sigarette, vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano a un prezzo scontato, erano fonte di reddito per la Santa Sede. Tuttavia, nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone».

Del resto, più volte il Papa ha sottolineato come la salute «costituisce un bene primario e fondamentale di ogni persona» e per dare seguito a questi convincimenti ha deciso di agire contro quello che Oltretevere è un vero e proprio business: la decisione comporterà infatti un calo nelle entrate degli esercizi commerciali dello stato.

Secondo documenti anticipati nel 2015 da L’Espresso, fu la Cosea (la Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa) a chiedere ad alcune società di revisori di conti di fare una due diligence sulle attività commerciali della Santa Sede: l’americana Ernst&Young nel dicembre 2013 stilò un rapporto dettagliato dove si segnalavano tutti i guadagni del triennio 2010-2012, i costi di ogni servizio e quelli di ogni ufficio controllato dal governatorato.

La vendita di tabacchi, secondo Ernst&Young, era la seconda fonte di utile del dipartimento dei servizi economici, con un incasso 10 milioni di euro all’anno: le sigarette potevano essere acquistate solo dai dipendenti, per un massimo di cinque stecche al mese, ma – secondo L’Espresso – migliaia di persone non autorizzate dalla legge riuscivano a portarsi a casa pacchetti di sigarette e sigari cubani a pochi soldi. 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here