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Traffico acqueo: il commento di Gianni De Checchi della Confartigianato

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Commento di fuoco di Gianni De Checchi segretario della Confartigianato veneziana contro il nuovo piano del traffico acqueo in Canal Grande. Abbiamo ricevuto la sua lettera, che pubblichiamo senza filtri.

Scopro l’ultima “chicca” uscita dalle menti di chi si occupa istituzionalmente di traffico acqueo a Venezia, ancora una volta, senza che la nostra né altre organizzazioni siano state coinvolte o sentite nonostante le innumerevoli richieste. Questo testo coordinato dà il senso di uno dei punti più bassi in termini di programmazione sul traffico acqueo. Nemmeno ai tempi del peggiore Costa e del più pervicace Bergamo avevamo raggiunto vette simili. Iniziamo con i continui “ripensamenti”, specchio del livello di dilettantismo con cui viene affrontato il problema: prima le barche a remi non possono transitare in Canal Grande, poi possono andare, prima le gondole devono dare la precedenza ai vaporetti, poi indietro tutta. È francamente sconcertante. Noi per primi abbiamo chiesto un testo unico delle normative sul traffico, ma non certo per fare ulteriore confusione e per aggiungere ulteriori elementi di sperequazione. Si ha proprio la sensazione che non si sappia dove andare a parare e che ci si accontenti di qualche provvedimento abborracciato e qualche contentino demagogico. Nella speranza che finisca presto una fase buia dell’Amministrazione veneziana. Una fase che doveva essere dedicata e ricordata per il rigore nei conti e la sistemazione dei medesimi, come lo sarà e questo va riconosciuto, ma non per una programmazione di ampio respiro che non compete certo a questo assetto commissariale.
A questo si aggiunge un’altra mossa geniale messa in atto pochi giorni fa: la rimessa in moto della gara per l’aggiudicazione dell’Interscambio Merci. Ma come, la gara era andata a vuoto un anno fa per gravissime carenze e lacune sul bando e sull’Interscambio stesso e viene ora riproposta tale e quale?? Il bando resta come prima, e vengono confermate tutte le difficoltà gestionali: troppi soldi chiesti, troppi lavori da fare da parte degli aggiudicatari. L’unica modifica apportata è quella che leggiamo come un mero contentino alla Procura: una generica e teorica previsione di riduzione del traffico a cui viene assegnato un punteggio importante. Ma in concreto non si capisce cosa significhi e come verrà dimostrata, come verrà controllata e garantita. Tutto appare assolutamente generico, vago e incontrollabile di fatto. In questo modo si rischia di aprire l’Interscambio alla speculazione, non a chi trasporta merce in città. Spero vivamente che il nuovo Sindaco abbia la lungimiranza di capire che quello del traffico acqueo è un tema urgente, su cui mettere mano subito. Lo abbiamo detto e dimostrato con il video denuncia che abbiamo presentato due settimane fa e che stiamo inviando a tutti gli stakeholders. Una televisione di Helsinky (Finlandia) ci ha chiesto un’intervista e pensavano che Venezia in quanto città d’acqua per eccellenza avesse elaborato negli anni un modello a prova di bomba per il controllo e gestione del traffico acqueo. Quando hanno visto la realtà sono rimasti molto stupiti. Auspico che la gestione commissariale lasci al Sindaco la possibilità di intervenire e non chiuda tutti gli spazi di intervento prendendo in “zona Cesarini” decisioni affrettate e pericolose come invece sta facendo.

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