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Torna (e raddoppia) “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti

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figli delle stelle
La copertina di "Figli delle stelle", la "canzone della vita" per il napoletano Alan Sorrenti, che ha compiuto 40 anni.

Per il quarantennale di “Figli delle stelle” Alan Sorrenti ha pubblicato due video: quello originale e uno nuovo per l’arrangiamento sinfonico della canzone. 

In occasione del quarantesimo anniversario dall’uscita di “Figli delle stelle”, il suo brano di maggior successo (il cui album è stato ripubblicato in edizione speciale lo scorso ottobre), Alan Sorrenti ha diffuso il video della nuova versione sinfonica dello storico brano, oltre a rendere disponibile in digitale il video originale, ricavato dalla pellicola analogica utilizzata per l’allora trasmissione televisiva di culto Odeon

Del video, Alan Sorrenti dice: «Impossibile calarmi totalmente in un video realizzato 40 anni fa, ma rivedendolo ho colto nella leggerezza di come io vivevo, il mistico quotidiano, che era poi il mondo da dove venivo, quell’evidente reazione alla pesantezza della vita italiana in quei tempi di tensione sociale, avvertendo in quell’essere bianco, così insolito da proporre, un contrasto allo stagnante grigiore di una società che soffriva dei suoi limiti. Che io stessi atterrando sulla città, proveniente da chissà dove, o che stessi navigando sulla mia piattaforma discoidale come un surfista solitario tra spazio e luci urbane, stavo certamente inseguendo una stella, la mia».

Dall’incontro con Paolo Vivaldi è nata, invece, la nuova edizione della canzone, un arrangiamento sinfonico per piano e archi, con relativo video diretto da Stefano Poletti. Di questo il cantante partenopeo dice: «Nel video di “Figli delle stelle” oggi, anno solare 2017, e nella mia interpretazione in chiave poetica del testo, trasmetto la condizione luminosa dell’essere umano, l’esperienza di percepire in me gli elementi di una stella, il suo potere creativo che trasforma e illumina ovunque. E non è il punto di arrivo di un percorso, ma è come gravitare attorno ad un’orbita non più solitaria, ma connessa alle altre della nostra realtà quotidiana, un’orbita dove tutto è possibile, dove la speranza è una decisione». 

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